È morto il papà delle caramelle Pomo
Oreste Mussini aveva 79 anni. Sue le uova di cioccolato giganti che si rompevano in piazza Prampolini. Oggi il funerale
REGGIO EMILIA. Dalla sua azienda era nato un prodotto diventato negli anni un simbolo di reggianità: la caramella Pomo, poi diversificatasi nei vari gusti classica, alla menta e alla liquirizia. Sabato sera Oreste Mussini, padre della famosa caramella nonché delle uova di cioccolato che per anni è stata una tradizione a Reggio Emilia consumare per Pasqua – addirittura un esemplare gigante veniva offerto e rotto insieme ai bambini in piazza Prampolini – è morto all’ospedale Santa Maria Nuova, dove era ricoverato da qualche tempo.
Aveva 79 anni. Ieri, il giorno dopo la sua morte, ne avrebbe compiuti 80. Due mesi fa aveva scoperto di essere malato di tumore. A nulla sono valse le cure subito messe in campo per lui. Mussini lascia nel dolore la moglie Luisa e i figli Alessandra e Stefania, e l’amato nipote Andrea. Ma tutto il mondo imprenditoriale e diverse realtà sportive sono in lutto per la sua morte.
Nella mattinata di oggi resterà aperta la camera ardente allestita all’obitorio dell’ospedale di Reggio, già ieri molto visitata da parenti, amici e conoscenti. Poi sempre oggi, alle 13,45, si svolgerà il funerale, con una messa nella cappella dell’obitorio a cui seguirà la tumulazione nel cimitero di Rivalta.
Mussini era molto noto perché fondatore della Nepal, fabbrica di uova di cioccolato e caramelle, la cui sede più recente è a Cella.
L’immagine della caramella Pomo classica, nel suo inconfondibile incarto bianco e rosso, ricorre spesso anche sui social network tra i nostalgici dei tempi andati: quando il nonno tornava dal bar e portava ai nipotini le caramelle Mussini, un po’ dure forse, ma buonissime da fare sciogliere lentamente in bocca. Ma capitava che anche le mamme o le nonne ne avessero una scorta: vista la consuetudine di averne come resto, per esempio, nelle farmacie.
Ma l’apprezzamento non viene solo dalle generazioni più grandi; perché le caramelle Mussini sono ancora in commercio, e si possono trovare nei grandi supermercati come nei negozi specializzati, anche più storici nel centro cittadino, e sono ricercatissime.
Questo nonostante le traversie dell’azienda, che è stata ceduta nel 2010, in seguito alla richiesta di concordato preventivo, da parte dell’imprenditore, ormai messo in ginocchio dalla crisi del settore che coinvolse soprattutto le realtà più piccole, rispetto ai grandi marchi e produttori.
Di allora un’intervista sulla Gazzetta in cui l’uomo esprimeva tutta la sua amarezza per come stavano andando le cose, per una attività per la quale aveva speso la vita.
Lasciata l’attività Mussini negli ultimi anni frequentava spesso il Ctre, il circolo tennis di Reggio Emilia, di cui era un socio storico e di cui fanno parte anche la figlia Alessandra e il nipote Andrea Camurri, che ha ottimi risultati sportivi come tennista. Dagli impianti di via Victor Hugo, a Canali, il cordoglio di dirigenti e amici che negli anni avevano potuto apprezzare la grande generosità e gentilezza del 79enne.
«Oreste era uno storico associato – commenta Francesco Gambetti, il direttore del Ctre – Era con noi da quasi quarant’anni. Aveva un cuore grande. Sempre una parola per tutti. Ed era anche un grande sportivo: amava il tennis, il nuoto e le camminate. Ma era anche estremamente generoso. Era ormai diventata una tradizione per noi ogni Natale ricevere qui al Circolo le sue caramelle, ma anche uova di cioccolato e panettoni, che lui offriva a tutti per festeggiare. Di lui ricordo l’estrema gentilezza. Ci stringiamo tutti con grande affetto alla famiglia».
Miriam Figliuolo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
