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L’Arena Grandi Eventi vince un ricorso al Tar

L’Arena Grandi Eventi vince un ricorso al Tar

L’azienda Callegari si rivolge ai giudici per annullare l’iter del consiglio comunale Il tribunale dà ragione al Comune: «Censure fondate su un assunto smentito»

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REGGIO EMILIA. L’Arena Grandi Eventi in via di realizzazione al Campovolo vince un ricorso al Tar. Contro il progetto si era infatti rivolta al tribunale amministrativo di Parma l’azienda Callegari, che aveva chiesto l’annullamento previa sospensione dell’efficacia degli atti amministrativi che hanno sbloccato l’iter dei lavori. Per questo motivo, aveva presentato ricorso contro il Comune di Reggio, nei confronti anche della società Aeroporto.

I giudici, tuttavia, nei giorni scorsi hanno dato ragione al Comune, respingendo la richiesta. In particolare, dalla Callegari avevano chiesto la sospensione della delibera 170 del 13 novembre 2017, del consiglio comunale. È il documento che contiene l’approvazione del procedimento unico semplificato relativo al progetto preliminare e definitivo dell’Arena, sottoposta a Valutazione di impatto ambientale volontaria. Nel ricorso sono inoltre citati anche la modifica all’Accordo Territoriale del Polo Funzionale 6 “Aeroporto Città del Tricolore”; la ratifica delle varianti al Psc (Piano Strutturale Comunale) e al Poc (Piano Operativo Comunale); la presa d’atto delle determinazioni della Conferenza di Servizi. Impugnata anche la delibera 171 del 13 novembre 2017, sempre del consiglio comunale, con l’adozione del Piano di rischio aeroportuale dell’Aeroporto Civile di Reggio Emilia.

Per i giudici amministrativi, tuttavia, «le censure si fondano sull’assunto, smentito dalla documentazione in atti, che l’Aeroporto di Reggio Emilia sia da classificarsi C3, benché dal 2010 privo di certificato di aeroporto e con nota Enac datata 18 dicembre 2015, a seguito di verifica tecnica, dichiarato di categoria 2C, con atto non impugnato, e che dalle premesse al primo dei provvedimenti impugnati si evince che il progetto è stato oggetto di deposito, come prescritto dalla normativa relativa ai procedimenti di cui trattasi e che l’Enac ha partecipato alla Conferenza di Servizio ai fini del prescritto parere».

In pratica, a far cadere la contestazione è stata una riclassificazione dell’aeroporto di Reggio, dove per la lettera C si intendono le caratteristiche degli aerei (nello specifico, con apertura alare maggiore o uguale a 24 metri ma inferiore a 36 metri), mentre con il numero 2 la lunghezza della pista (in questo caso uguale o superiore a 800 metri ma inferiore a 1.200 metri, contro una lunghezza uguale o superiore a 1200 metri ma inferiore a 1.800 metri previsti dal codice 3).

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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