Gazzetta di Reggio

Reggio

Accoglienza, 2.300 euro a otto centri sociali

di Luciano Salsi
Accoglienza, 2.300 euro a otto centri sociali

La cifra finalizzata alla realizzazione di percorsi di accoglienza e integrazione per 52 richiedenti asilo

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REGGIO EMILIA. Otto centri sociali hanno ricevuto dal Comune la somma complessiva di 2.300 euro per le attività di volontariato svolte nel 2016 da cinquantadue richiedenti asilo sulla base di undici progetti redatti in conformità di specifiche convenzioni. Trentacinque stranieri si erano impegnati in lavori di cura del verde pubblico e degli spazi esterni urbani, tredici in attività culturali, due nell'organizzazione di eventi pubblici e due in attività sociali o educative. Per ognuno di loro i centri sociali avevano dovuto provvedere alla formazione, alle spese assicurative contro gli infortuni e la responsabilità civile verso terzi e all'acquisto di strumenti, attrezzature e dispositivi di protezione individuale. Tali oneri sono stati coperti con un rimborso forfettario di 50 euro per ognuno dei 52 patti di volontariato sottoscritti dai partecipanti. È la cifra riconosciuta con una delibera di Giunta del 2015 dalla Regione, che di conseguenza ha liquidato al Comune un totale di 2.600 euro. La maggior parte di tale somma, pari a 2.300 euro, è stata versata dal Comune ai soggetti organizzatori delle attività di volontariato con una determinazione firmata lo scorso 26 febbraio da Germana Corradini, dirigente dei servizi sociali. Otto i centri sociali beneficiari. Quello di Cella ha ricevuto 700 euro per i quattordici patti attivati con altrettanti richiedenti asilo, quello dell'Orologio ne ha incassati 450 per nove patti, quello di Pieve 400 per otto patti, il centro sociale di Rosta Nuova 200 euro per quattro patti, altrettanti il centro Spallanzani, 150 lo Stranieri e 100 il Venezia e il Catòmes Tott. Benchè pagati ora, tali importi sono contabilizzati come un costo per l'esercizio 2017. Il finanziamento delle attività di volontariato è previsto dall'accordo di collaborazione a valenza regionale finalizzato a favorire l'integrazione sociale dei richiedenti asilo. Si tratta degli stranieri inseriti dalle prefetture in strutture di accoglienza dell'Emilia Romagna o appartenenti al sistema Sprar. L'accordo prevede la realizzazione, a loro favore, di “percorsi di accoglienza e integrazione con lo svolgimento di attività di carattere civile, sociale, educativo, ambientale, sportivo e culturale nel rispetto delle capacità, attitudini, professionalità e intenzioni della persona straniera migrante”.



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