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Anche in regione il primo partito non è più il Pd

BOLOGNA. Ieri a Bologna, hanno parlato tutti tranne lui. Il presidente della regione Stefano Bonaccini parlerà domani su Repubblica. Ieri intanto hanno parlato tutti tranne lui. Ha parlato il...

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BOLOGNA. Ieri a Bologna, hanno parlato tutti tranne lui. Il presidente della regione Stefano Bonaccini parlerà domani su Repubblica. Ieri intanto hanno parlato tutti tranne lui. Ha parlato il segretario regionale Paolo Calvano escludendo una resa dei conti interna al Pd. Ha parlato il neosenatore del Pd Pierferdinando Casini che ha ringraziato gli elettori rassicurandoli circa il fatto che «sarà il senatore di tutti». E ha parlato il grande sconfitto del collegio di Bologna centro, ovvero Vasco Errani che comunque dovrebbe a Bersani rientrare nel ristrettissimo club dei parlamentari di Liberi e Uguali. E l’ex governatore indica la strada che è quella di una ricostruzione del centrosinistra riaprendo il dialogo con il Pd per l’occasione non più renziano. Intanto, però, tutti guardano a Bonaccini che in questi anni è stato a fianco di Renzi e recentemente si è detto pronto a correre per un secondo mandato in Regione.

«Bonaccini- sottolinea il segretario regionale dem Paolo Calvano- sta facendo un lavoro ottimo, ampiamente riconosciuto sul territorio con grande capacità di muoversi e tenere i contatti. Credo che questo sia un valore aggiunto di cui è bene che il Pd regionale non si privi». Di un eventuale Bonaccini-bis, «si discuterà dentro il partito, ma credo che ci siano le basi, ovviamente di fronte ad una volontà del nostro presidente, di andare avanti per costruire un progetto anche per la prossima legislatura».

Poi ieri sera, quando ancora i conteggi non erano definitivi, Calvano si è lasciato andare a una previsione: «Andremo ad eleggere versomilmente da 7 a 8 deputati nei collegi plurinominali alla camera e credo 4 senatori». Secondo Calvano « i segnali di ciò che è successo nelle urne c'erano già ma sono stati trascurati. Poi Calvano guarda allo scenario nazionale e sottolinea come «la responsabilità di fare un governo è stata consegnata a Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Hanno una responsabilità enorme. spero che la esercitino fino in fondo» .

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