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Maltempo, chiesto lo stato di emergenza nazionale

Decisione della giunta regionale dopo la neve e le slavine sull’Appennino  Oltre 60 i Comuni in affanno per dissesto anche economico: soldi agli sgoccioli

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VENTASSO. La Regione chiederà lo stato di emergenza nazionale a seguito del maltempo e delle nevicate che hanno colpito soprattutto le aree appenniniche del territorio emiliano-romagnolo. Ad oggi sono già oltre 60 i Comuni che hanno chiesto sostegno, e tra le province più colpite c’è anche Reggio Emilia. Le altre sono Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Modena e Parma. Le risorse economiche delle amministrazioni locali sono ormai agli sgoccioli: si è speso infatti più dei fondi previsti nei piani neve per le attività di spalatura, pulizia strade e fruizione di servizi e centri abitati.

La decisione – presa nella seduta della giunta regionale di ieri – giunge dopo le segnalazioni che continuano ad arrivare in Regione e alla Agenzia regionale di protezione civile da parte di Comuni montani di praticamente tutte le province della regione.

Le amministrazioni locali sottolineano la presenza di frane e dissesti, oltre alle difficoltà di bilancio. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, promette tutto l’aiuto possibile da parte della Regione. Nei giorni scorsi Bonaccini aveva firmato la richiesta di stato di mobilitazione del servizio nazionale della Protezione civile per far fronte alle eventuali ulteriori necessità di intervento, quali uomini e attrezzature specialistiche, oltre all’attivazione di tutte le risorse del sistema regionale a supporto dell’ingente sforzo operativo messo in campo dagli enti locali. Verrà ora effettuata in tempi rapidi la ricognizione puntuale dei danni effettivi e degli oneri finanziari sostenuti dai Comuni, necessaria per la richiesta al governo nazionale della dichiarazione di stato d’emergenza. Dalla Regione saranno stanziati i fondi necessari qualora la richiesta venisse accolta.

«In tutti questi giorni sindaci e Comuni delle zone montane hanno sostenuto uno sforzo straordinario – afferma il presidente Bonaccini – un lavoro in cui hanno dato prova di grande efficienza, ricorrendo però a ogni risorsa disponibile, oltre ai danni e ai dissesti che in diversi punti del nostro Appennino registriamo anche in queste ore. Intendiamo aiutarli e sostenerli, non li lasceremo certo soli, sia attraverso risorse regionali, sia con la richiesta di stato d’emergenza».

«Con l’aumento delle temperature e le piogge previste – aggiunge l’assessore alla Protezione civile, Paola Gazzolo – il sistema regionale di protezione civile resta mobilitato: per tenere monitorata la situazione e rispondere alle criticità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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