Sorveglianza speciale per Antonio Floro Vito
Confiscati anche i beni sequestrati nel 2016: il crotonese, 38 anni, è detenuto in carcere a Parma e imputato di Aemilia
REGGIO EMILIA. Una misura di prevenzione personale e patrimoniale è stata presa nei confronti del crotonese Antonio Floro Vito, 38 anni, già detenuto nel carcere di Parma con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso e imputato di Aemilia in rito ordinario.
Si tratta della quarta misura di prevenzione patrimoniale – dopo quelle a carico di Domenico Mesiano, Alfonso Paolini, Roberto Turrà – eseguite dalla polizia di Reggio Emilia coordinata dalla Dda di Bologna. Si tratta del prosieguo dell’attività del pool di poliziotti reggiani, specializzati nelle indagini patrimoniali e istruiti da specialisti venuti da Roma, istituito dall’ex questore Isabella Fusiello, con l’obiettivo di aggredire i patrimoni illeciti dei soggetti coinvolti nel maxiprocesso. Il 30 maggio 2016 il pool aveva eseguito il sequestro preventivo d’urgenza, finalizzato alla confisca, di beni per un valore di 200mila euro riconducibili al crotonese: un appartamento di cinque vani con annessi garage e cantina in via Montessori, località Due Maestà, due conti correnti da 7.500 euro, beni mobili e l’Audi A6 di Floro Vito, all’epoca non trovata.
Ora il tribunale di Reggio Emilia ha disposto nei confronti di Floro Vito la misura di prevenzione personale (sorveglianza speciale per 5 anni con obbligo di soggiorno, quando uscirà dal carcere) e, per quanto riguarda i beni, la confisca di quanto già bloccato nel 2016 più la confisca di vari buoni postali fruttiferi per un valore di 10mila euro e due auto. Beni mobili e immobili per i quali il tribunale di Reggio ha disposto la nullità dell’atto di acquisto e che ora appartengono allo Stato e non più alla famiglia, sebbene quest’ultima possa presentare appello, tramite l’avvocato Giuseppe Migale Ranieri.
Antonio Floro Vito, finito nella retata di Aemilia del 29 gennaio 2015 e ritenuto «in costante rapporto con Nicolino Sarcone», è genero di Francesco Lamanna, indicato dagli inquirenti come il referente del sodalizio per l’area mantovana e cremonese. Floro Vito era finito anche nell’inchiesta Pesci (gemella di Aemilia e Kyterion), venendo però assolto: per lui l’accusa aveva chiesto sei anni.
Il suo nome è comparso anche nei verbali del super pentito Antonio Valerio, che il 22 settembre 2017 aveva tirato in ballo tutti e quattro i fratelli Floro Vito, sebbene Antonio avesse una posizione marginale rispetto a Giuliano. «Non solo Gianni, ma anche Giuliano (sin dai tempi di Antonio Villirillo e di Antonio Macrì), Selvino (soprattutto nella parte delle false fatturazioni e delle truffe), Antonio», aveva dichiarato il collaboratore di giustizia.
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