Appalti post terremoto alla Bianchini Il consulente: «Prassi uguale per tutti»
Appalti post terremoto del 2012 a Finale Emilia, l’imprenditore Augusto Bianchini non avrebbe commesso illeciti perché «era il modus operandi del Comune e non una turbativa della procedura...
Appalti post terremoto del 2012 a Finale Emilia, l’imprenditore Augusto Bianchini non avrebbe commesso illeciti perché «era il modus operandi del Comune e non una turbativa della procedura amministrativa». Lo ha affermato ieri in udienza Alessandro Lolli, consulente della difesa dell’imprenditore modenese imputato nel processo Aemilia. Dalle determine di affidamento lavori uscite in quel periodo dal municipio (una ventina riguardanti Bianchini) Lolli ha rilevato come «gli atti sono uguali per Bianchini come per altri soggetti». Secondo il consulente di parte era una prassi diffusa quella dell’affidamento diretto per appalti anche sopra i 40mila euro, «anche a ditte neocostituite come la Ios (del figlio di Bianchini, Alessandro), senza richiedere i requisiti (come l’iscrizione alla white list) e con contabilità sommaria».
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