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Fabiola Casarini e le sua “missione” per i bimbi autistici

Fabiola Casarini e le sua “missione” per i bimbi autistici

REGGIO EMILIA. Nelle parole di Fabiola Casarini c'è tutta la straordinaria passione per il suo lavoro. Riduttivo, a dire il vero, chiamarlo così: a lei piace parlare di “missione culturale”. Reggiana,...

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REGGIO EMILIA. Nelle parole di Fabiola Casarini c'è tutta la straordinaria passione per il suo lavoro. Riduttivo, a dire il vero, chiamarlo così: a lei piace parlare di “missione culturale”. Reggiana, 37 anni, laureata in psicologia, analista del comportamento, Fabiola è stata tra i primi a portare in Italia la ricerca applicata in educazione, la prima ad averlo fatto direttamente dagli Stati Uniti dopo gli studi alla Columbia University condotti a prezzo di enormi sacrifici, ma sostenuta da una forza di volontà fuori dal comune e dalla stima del professor Douglas Greer, il maggior esperto al mondo in applied behaviour analysis (Aba), conosciuto quasi per caso nel periodo di tirocinio post-laurea a Manhattan.

Docente in corsi di laurea per insegnanti e psicologi in Italia e all'estero e coordinatrice del master “Autismo e disturbi dello sviluppo” dell'università di Modena e Reggio, Fabiola Casarini è anche il direttore scientifico di Casa Gioia, la start-up innovativa a vocazione sociale presieduta da Stefania Azzali. Due donne al vertice, che dirigono una cooperativa in cui le quote rosa sono ampiamente rappresentate, esempio virtuoso del “fare squadra” al femminile.

Durante il suo percorso di studio in psicologia, Fabiola lamenta la mancanza di esami e di occasioni professionalizzanti. Appena laureata, decide di specializzarsi in un centro per l'autismo oltreoceano, dove sa che per insegnare ai bambini si utilizzano tecniche evidence based – lo sa perché si è documentata su internet in funzione della sua tesi di laurea, dato che in Italia nessuno le insegna né le utilizza – e dove vale il principio della supervisione sugli insegnanti, senza che questo venga percepito come punitivo dalla categoria. Inizia come volontaria alla Keller school di Yonkers, una scuola speciale frequentata da bambini con diagnosi precoci di autismo. Dopo anni di studio e lavoro a Manhattan dove frequenta la Columbia University, Fabiola torna a casa e con una collega apre una coop sociale, che può aiutarla a raccogliere i fondi utili per partire di nuovo e studiare, con l'obiettivo di restituire tutto il know how acquisito alla cooperativa stessa. Sei mesi dopo riparte per New York con meno della metà dei soldi che le servono ma fiduciosa di poter trovare una soluzione. Al termine, dopo un periodo in cui fa la spola tra Reggio e New York, decide di rientrare in Italia: «L'ho fatto per senso di responsabilità, mi sento in missione culturale».



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