Intercettazioni, un mese per le ultime 2.382 pagine
REGGIO EMILIA. Manca all’appello la trascrizione di 2.382 pagine, il “pacchetto” che era stato affidato ad un perito che non ha assolto al compito, ora ridistribuito su cinque colleghi, ai quali la...
REGGIO EMILIA. Manca all’appello la trascrizione di 2.382 pagine, il “pacchetto” che era stato affidato ad un perito che non ha assolto al compito, ora ridistribuito su cinque colleghi, ai quali la Corte di Aemilia ha dato tempo un mese – fino a sabato 7 aprile, che diventerà martedì 10 aprile – per completare l’opera. «Tutto il resto è stato trascritto, è in corso la revisione finale», ha detto il responsabile.
L’udienza di ieri, apertasi con un’ora di ritardo, è iniziata con una questione rimasta in sospeso: il punto della situazione sul lavoro svolto da due pool di periti, quelli fonici e quelli contabili. Sono stati i primi ad avere la piena attenzione dell’aula. L’impresa titanica di trascrivere, con l’aiuto di conoscitori del dialetto cutrese, 51mila pagine non è stata scevra da difficoltà. Come l’assenza dei progressivi per le intercettazioni ambientali della commercialista bolognese Roberta Tattini; un approfondimento che non è stato possibile compiere. Così come la richiesta dell’avvocato Carmen Pisanello (Bolognino) di poter disporre del formato in word (anziché pdf) per la ricerca per parola. «Non si può fare, ci vorrebbero almeno sei mesi», è stata la pietra tombale del perito.
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