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Il professore nega tutto: sono innocente

Il professore nega tutto: sono innocente

Il 65enne è accusato da tre studentesse di 14 e 15 anni. L’avvocato difensore: «Incensurato e sempre corretto sul lavoro»

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CASTELNOVO MONTI. Nega ogni addebito e si dice turbato, l’insegnante delle scuole superiori accusato di pesantissime avances sessuali durante le lezioni pomeridiane di equitazione.

Il docente di tecnica e informatica di 65 anni – agli arresti domiciliari da domenica scorsa in seguito ad una ordinanza ottenuta dal pm Stefania Pigozzi, eseguita dai carabinieri di Castelnovo Monti – proclama la sua innocenza su una vicenda che ha sollevato parecchio scalpore nel capoluogo montano e destato costernazione nella scuola superiore dove si sarebbero svolti i fatti.

L’avvocato difensore Domenico Noris Bucchi, nel sottolineare la delicatezza della vicenda e il rispetto per le persone offese, senza entrare nel merito delle indagini sottolinea che «si tratta di un incensurato che non ha mai avuto problemi con la giustizia. Si è sempre comportato correttamente sul luogo di lavoro». L’insegnante contesta gli addebiti, mentre il legale, di sua iniziativa, si dimostra più cauto: «Come suo difensore, ritengo che, prima del rigetto delle accuse, occorra prendere coscienza di tutti gli elementi a suo carico. Prima di valutare le scelte difensive, occorre avere un quadro completo delle contestazioni e degli elementi che sorreggono le contestazioni. Stiamo esaminando le carte; vedremo se le indagini porteranno ulteriori elementi».

Il quadro indiziario, infatti, è in divenire e gli approfondimenti di indagine della Procura continuano, anche per escludere l’esistenza di eventuali altre vittime e per delimitare l’estensione temporale. Finora sono 3 le ragazze (una di 14 e due di 15 anni; a parlare è stata l’unica delle tre, 15enne, con la quale il prof, secondo l’accusa, non è riuscito a fare sesso) che accusano l’insegnante per 6 differenti episodi, nell’arco di 2 anni, tutti avvenuti, secondo le studentesse, nei pomeriggi del corso di equitazione, cui partecipavano classi miste di maschi e femmine. Secondo l’accusa, l’insegnante riusciva ad allontanare con scuse i compagni e a rimanere solo con la prescelta di turno. Episodi che vanno dai semplici palpeggiamenti al fondoschiena agli apprezzamenti via sms («sei bellissima», «mi piaci tanto»); dalle richieste di foto hard via cellulare ai rapporti orali; fino alla contestazione più grave ai danni della più piccola, che ha raccontato di essere stata portata in una casetta di legno, legata ai polsi e alle caviglie e costretta ad un rapporto sessuale. Da qui i pesanti capi d’imputazione a carico del 65enne: tentata violenza sessuale, violenza sessuale aggravata, violenza privata e stalking.

Ambra Prati

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