AIUTATEMI A CAPIRE, VOTARE È DAVVERO UNA COSA SERIA?
Sono stata presidente di seggio, alle politiche del 4 marzo, non era la prima volta, tuttavia sono rimasta sinceramente allibita dalla gestione sia da parte del ministero, sia da parte dell’amministra...
Sono stata presidente di seggio, alle politiche del 4 marzo, non era la prima volta, tuttavia sono rimasta sinceramente allibita dalla gestione sia da parte del ministero, sia da parte dell’amministrazione locale. Vorrei che chi di dovere mi aiutasse a capire se votare è ancora una cosa seria o se invece ce lo siamo dimenticati. Mi chiedo se vi sembra coerente che il voto dei cittadini, sia gestito con tanta leggerezza e con tanto caos. Il problema è di certo alla radice: un solo giorno di elezioni, con seggi aperti dalle ore 7 alle 23, con scrutinio e verbalizzazione dello stesso la medesima notte.
Il mio seggio ha chiuso all’alba di lunedì: per avere la possibilità di svolgere lo spoglio secondo manuale era umanamente impossibile finire prima. Mi chiedo, come sia possibile che un gruppo di cittadini, che per spirito di partecipazione (non di certo per l’esiguo compenso) svolge il ruolo di presidente, di segretario o di scrutatore, possa valutare con lucidità e precisione dopo circa 24 ore senza sonno. Mi chiedo se solo per me sia scandalosa la mancata comunicazione preventiva da parte dell’ufficio elettorale di modalità univoche in merito alla validità del voto. Complice una legge elettorale astrusa e una presentazione sulla scheda confusionaria, la maggior parte degli elettori non aveva idea di come votare, molti di loro hanno segnato i nomi dei candidati al proporzionale, come se si trattasse di un sistema preferenziale.
Il “prezioso” manuale non contemplava alcuna informazione ufficiale su quando il voto fosse valido o meno. Mi chiedo se tutti i presidenti abbiano chiamato l’ufficio elettorale verso mezzanotte per chiedere precisazioni in merito, scoprendo che il voto era comunque valido quando una o più croci si trovavano nello spazio del simbolo/candidati/candidato uninominale/coalizione tutta. Se non l’avessero fatto parecchi voti sarebbero stati invalidati. Mi chiedo se sia vero che una fantomatica circolare era stata inclusa nel materiale elettorale domenica mattina (non pervenuta al mio seggio).
Mi chiedo se gli elettori sappiano che una volta che una scheda è stata dichiarata nulla, inserita nell’apposita busta, chiusa, timbrata e controfirmata, non c’è più alcuna possibilità di riconteggio, andrebbe inserita nelle “contestate”, e dubito che qualcuno lo abbia fatto, visto che lo stesso manuale non esplicita chiaramente questa cosa. Mi chiedo se abbiano valutato, nel sistema generale, il lavoro e il tempo ulteriori che ha comportato il famoso “tagliando anti-truffa”. Mi chiedo se solo a Reggio Emilia, il presidente di seggio insieme al segretario, all’alba di lunedì mattina debba portare con la propria auto le schede, i registri e tutto il resto del materiale elettorale fino in via Mazzacurati, e non sia possibile istituire un sistema di ritiro unico, come in molti altri comuni d’Italia. Mi chiedo se il problema me lo pongo solo io, perché sono una ragazza giovane e ho ancora qualche speranza che dicendo ad alta voce le cose un minimo effetto possa essere sortito. Mi chiedo come faccia la democrazia a essere percepita come una cosa seria se viene gestita in modo tanto superficiale e caotico. Mi chiedo se alle prossime elezioni mi richiameranno a fare il presidente di seggio e soprattutto se avrò ancora voglia di andarci a queste condizioni.
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