All’Irccs 1,6 milioni per sette progetti
L’Ausl di Reggio annuncia l’importante risultato ottenuto che ha portato al finanziamento nel campo della ricerca
REGGIO EMILIA. «La ricerca non serve sempre e solo a scoprire qualcosa di nuovo, ma anche a individuare percorsi che abbiano un impatto e una ricaduta sui pazienti», ha sintetizzato il direttore scientifico dell’Irccs Massimo Costantini parlando ieri dei sette progetti di ricerca finanziati all’Irccs reggiano dal ministero della Salute per i prossimi tre anni. Ieri Costantini, assieme al direttore generale dell’Ausl reggiana, Fausto Nicolini, e con l’ausilio dei ricercatori referenti dei diversi studi già in essere, ha illustrato i sette progetti di ricerca presentati dall’Istituto reggiano e finanziati per un importo complessivo di 1,6 milioni di euro. Ciò che è balzato subito all’occhio è che tutti i progetti presentati e approvati, sono stati in grado di battere una concorrenza forte e li ha visti prevalere su altri 1.500 progetti proposti a livello nazionale per il bando di Ricerca finalizzata del ministero della Salute 2016. L’altra è che in cinque dei sette dei progetti, l’Istituto di ricerca reggiano è capofila, ovvero colui che governa la ricerca, e infine che tutti gli studi che hanno ricevuto il finanziamento sono in linea con la mission che l’Ircss si è dato fin dalla sua nascita nel 2011.
A conferma che sono il risultato di una regia ben precisa. La conferenza stampa di ieri non è servita solo a riaffermare l’importanza della ricerca in campo sanitario, ma anche a rispondere in modo indiretto a quelle voci che avevano iniziato a circolare da qualche mese in ambiente sanitario su una sorta di parziale disimpegno sulla ricerca. Un rallentamento dovuto anche al processo di unificazione tra le due aziende sanitarie pubbliche reggiane. I dati illustrati ieri raccontano altro.
Come ha sottolineato il direttore generale Nicolini, che ha parlato «della miglior performance dell’Irccs dalla sua nascita nel 2011». Anche perché, ha aggiunto, «di fronte a risorse sempre minori, la stessa selezione sui progetti da finanziare del ministero della Salute si è fatta più severa e più competitiva e oggi questi risultati, anche rispetto agli altri 49 Irccs esistenti in Italia, confermano che siamo in una fase di crescita e di consolidamento. Un risultato ancora più significativo se si pensa che Reggio si confronta con realtà importanti e conferma che ci stiamo guadagnando spazio in Italia».
Nel 2011 l’Irccs reggiano si era visto finanziare cinque progetti, di cui tre come capofila e due come unità operativa, mentre quest’anno, hanno poi spiegato Nicolini e Costantini «con cinque progetti come capofila finanziati, Reggio ha ottenuto il risultato migliore tra gli Irccs della nostra regione. Un risultato al pari di quello dell’Istituto di Scienze Neurologiche dell’Ospedale Bellaria di Bologna».
In ballo c’erano 135 milioni di finanziamento (di cui 54 riservati a progetti presentati da giovani ricercatori). L’Irccs reggiano ne aveva presentati 14, per vedersene accolti la metà. In tutta Italia sono stati selezionati 322 progetti sui 1.569 presentati. Massimo Costantini (che si è visto finanziare anche un progetto che segue in prima persona), ha garantito «che tutti i fondi saranno spesi per la ricerca» per poi sottolineare come «i risultati ottenuti siano frutto di una crescita complessiva» e di essere «particolarmente orgoglioso dei risultati ottenuti da due giovani ricercatrici del laboratorio di Ricerca Translazionale che mostrano come anche a Reggio sia possibile fare ricerca di qualità sulle tecnologie più avanzate».
Non meno importanti, è stato poi ricordato, sono il finanziamento dei progetti in ambito clinico e in quello della ricerca sanitaria e quello dedicato agli screening mammografici nel tumore al seno e sul dati relativi al registro tumori. Infine il direttore Fausto Nicolini ha sintetizzato come i risultati ottenuti «sono il risultato di programmazione, competenze e di motivazioni da parte dei ricercatori».
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