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«C’è un pacco», ma erano i ladri

«C’è un pacco», ma erano i ladri

L’86enne è scesa all’ingresso: svaligiata casa sua e quella del nipote

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REGGIO EMILIA. «Sono un corriere espresso, c’è un pacco per lei, deve scendere a firmare». È quanto si è sentita dire una pensionata di 86 anni, che difatti è uscita dal suo appartamento lasciando la porta aperta. In realtà si trattava di una scusa per allontanare l’anziana residente che, rientrata in casa pochi minuti dopo, si è resa conto del passaggio dei malviventi nel suo appartamento e in quello del nipote.

L’ultima trovata dei ladri è stata messa in atto mercoledì a mezzogiorno in una palazzina di via Zanti, una laterale di via Matteotti nel quartiere del Mirabello, dove la donna si trovava in casa da sola. Qualcuno ha suonato all’appartamento della residente, chiedendole di scendere nell’androne per firmare e ritirare un pacco. L’anziana difatti è scesa per recarsi al portone al pianterreno del condominio, non trovando nessuno ad attenderla. Pensando ad uno sbaglio, l’86enne ha rimesso piede nel suo appartamento, scoprendo così che ignoti malviventi, evidentemente complici di colui che aveva citofonato, avevano approfittato di quella manciata di minuti per rubare 60 euro in contanti, custoditi nel portafoglio in una borsa sul tavolo della cucina, alcuni monili in oro in fase d’inventario e pure un mazzo di chiavi dell’appartamento, nello stesso stabile, di proprietà del nipote. Quest’ultimo ha riscontrato a sua volta l’ammanco di gioielli e rubli per un valore di 300 euro.

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