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Chiuso il bar dello spaccio dove si vendeva la cocaina

di Ambra Prati
Chiuso il bar dello spaccio dove si vendeva la cocaina

La “Caffetteria Movies”, intestata ad altri, era gestita da un kosovaro Il questore sospende la licenza per venti giorni per motivi di sicurezza pubblica

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REGGIO EMILIA. Il bar, dove erano custodite anche munizioni, era un luogo di spaccio abituale, nonché un punto d’incontro per pregiudicati. Con questa motivazione, e sulla base dei riscontri probatori effettuati dalla Squadra Mobile, il questore di Reggio Emilia Antonio Sbordone ha emesso un provvedimento di sospensione della licenza (rilasciata dal Comune di Reggio) per la somministrazione di alimenti e bevande alla “Caffetteria Movies” di via Martiri di Cervarolo 11/d, un locale al pianterreno di un condominio residenziale situato nel quartiere della Rosta Nuova, vicino al parco Baden-Powell. L’esercizio pubblico, considerato dalla questura «un luogo in grado di turbare l’ordine e la sicurezza pubblica», dovrà rimanere chiuso per venti giorni.

Il titolare del bar era un altro (secondo gli inquirenti, una testa di legno), ma i gestori effettivi erano una coppia: la compagna italiana e un kosovaro, Xhafer Berisha, 42 anni, una vecchia conoscenza della polizia, con precedenti alle spalle per droga. La Squadra Mobile teneva d’occhio il kosovaro da mesi e, seguendo i movimenti di alcuni acquirenti di droga, venerdì scorso, 2 marzo, i poliziotti hanno atteso che avvenisse, proprio davanti al locale, la compravendita tra il barista e un cliente italiano per entrare in azione.

In seguito al fermo, la perquisizione personale sul 42enne aveva portato al rinvenimento di ulteriori dosi di cocaina, mille euro in contanti e un coltello a serramanico. All’interno del bar erano saltate fuori, da un cassetto dietro al bancone, 12 cartucce calibro 36, mentre la perquisizione domiciliare a casa dell’uomo in centro storico aveva portato al sequestro di un bilancino di precisione e cartucce di un fucile da caccia.

Berisha è stato arrestato per i reati di spaccio di sostanza stupefacente, detenzione abusiva di armi, porto di armi o oggetti atti a offendere. Finito in carcere, lunedì scorso si è svolto l’interrogatorio di garanzia, conclusosi con la convalida dell’arresto e il 42enne rimasto in carcere in virtù del pregresso e dell’attuale quadro accusatorio. Secondo gli inquirenti, infatti, l’attività di spaccio del barista andava avanti da tempo: se la polizia ha rintracciato quattro clienti, le cessioni di dosi attribuite nel tempo al barista sarebbero addirittura 200.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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