La “base” si divide fra il Pd e i 5 Stelle
Dopo il voto ironie e rammarichi al centro sociale Buco Magico C’è chi vorrebbe la sinistra al governo e chi preferisce l’opposizione
REGGIO EMILIA . «La sinistra è come l’Inter, gode quando perde». Lo sberleffo di Giancarlo “Tom” Beneventi inquadra la situazione politica post voto con una battuta non nuova ma sempre efficace. Che è anche indicativa di come l’ironia e gli sfottò al centro sociale Buco Magico, servano a stemperare la tensione e la delusione, che è forte e si avverte, tra i vecchi elettori di sinistra per il tracollo del Pd.
Il Partito per intenderci, come continua a essere chiamato tra gli anziani, perché non c’è bisogno di spiegare di cosa si parla, quando si discute di politica al Buco Magico. Tra ironie e battute che si rincorrono nella sala dove si chiacchiera e soprattutto si gioca a carte e “spesso si scherza per parlare sul serio”, come fa Tom Beneventi. Lui se lo può permettere da “vecchio Bertinottiano deluso” come si definisce. E comincia a indicarci di parlare con alcuni degli amici seduti ai tavoli a giocare. Che, tra una mano di carte e l’altra, raccontano cosa si dovrebbe fare nel Pd e se debba andare e con chi al governo.
Perché la passione per la politica è ancora tanta ed è più forte della rabbia, dell’amarezza e della delusione.
Come la convinzione, detta senza tanti giri di parole, «che Renzi abbia sbagliato tutto e debba andare a casa. Bertinotti l’ho votato per tre volte per poi ritrovarmelo in Comunione e Liberazione», chiosa Beneventi, che oggi si limita a seguire la politica da spettatore «perché la sinistra è finita».
Anche al Buco Magico la divisione è palpabile in quella che una volta era la “base”, come si diceva in passato. Tra chi pensa che il «partito deve stare all’opposizione» e chi invece punta a «un governo con i grillini». Non è difficile convincerli a parlare. Quasi abbiano voglia di trovare qualcuno che li ascolti, che forse nel Pd hanno smesso di farlo. «Non so se riusciremo ancora a fare il centrosinistra – sostiene sconsolato Doriano Segalina – e si deve fare un governo con i 5 Stelle. Bisogna allearsi con qualcuno, mica possiamo farlo con Berlusconi. Ci sono stati tanti sbagli nella sinistra, il mio voto non l’ho dato ad altri, ma non credevo che finisse così». Tutt’altra direzione da seguire per Sergio Beltrami. «Io sono per stare all’opposizione», si schiera netto. E aggiunge: «Adesso vediamo chi ha vinto cosa sarà capace di fare. Renzi si è dimesso e dopo due sconfitte è giusto che lasci il posto a un altro».
«Io ho perso sì – replica Germano Ferri, rispondendo alle bonarie provocazioni di Beltrami – ma non sono per un governo con i 5 Stelle. Sono per tornare a votare. Così perdiamo ancora di più». E sorridendo amaro, aggiunge: «Finché c’è Berlusconi che ci lascia le pensioni sono vivo. È lui, no, che le paga ai poveri ?».
Con Giovanni Bonori si torna più seri. «Ci vorrebbe Grillo assieme al Pd. È l’unica possibilità, non vedo altre soluzioni». Poi si avvicina a noi un baffuto signore, che tutti indicano come l’unico vincitore presente in sala. «È un ex di sinistra che è diventato un grillino», dicono in coro, quasi fosse un peccato originale, ma senza acrimonia.
E lui serafico: «La nuova sinistra sono i 5 Stelle. L’ha scritto anche Travaglio e Scalfari ha detto che sceglierebbe Di Maio. Parliamo di calcio che è meglio». Per Ornella Mercati – che il marito al suo fianco accarezza con gli occhi, chiamandola un po’ per scherzo e un po’ sul serio “miciona” – «sono tutti uguali. Ho dovuto votare come piace a mio marito, ma Di Maio mi piace».
Il tono di Fabio Tamelli è scherzoso, ma le parole sono pietre: «È ora di darci un taglio – commenta – ed è meglio stare all’opposizione. Ci siamo tagliati le gambe tra di noi. Il Pd non può andare avanti con gente così». Che poi «sono i dirigenti di oggi, mica Enrico Berlinguer», sintetizza un altro seduto a fianco.
«Bisogna tornare a votare. Se facciamo l’accordo con i 5 Stelle, tra tre mesi vedrai quanti soldi vengono sputtanati» prevede invece Luciano Tamelli, appoggiando per un attimo le carte sul tavolo. E il riferimento è al reddito di cittadinanza proposto dal M5s che al Buco Magico tra i pensionati «non convince tanto».
La pensa così anche Clodoveo Davalli, «ma per tutti sono Franco» precisa, per poi aggiungere che «l’accordo con i 5 Stelle è l’unica cosa da fare. Il Pd non deve andare all’opposizione e Renzi invece a casa ».
A girare tra i tavoli spunta anche un renziano doc. Come Michele Blasi, per il quale «non ci sono le possibilità di un accordo con i 5 Stelle. Il Pd deve stare all’opposizione e non deve andare in soccorso a nessuno. Hanno vinto loro, vediamo cosa saranno capaci di fare. L’unica alleanza possibile era quella con Berlusconi. Tutti se la prendono con Renzi. Anche adesso che ha detto che se ne va».
Torna ad alzarsi Tom Beneventi per indicarci un’altra persona ma che non pare aver particolarmente voglia di parlare.
«Quello là – urla all’indirizzo dell’amico seduto al tavolo a fianco – era di sinistra e ci ha lasciato in mezzo….». E giù una risata generale, mentre le carte hanno già ricominciato a girare tra uno sfottò e un’imprecazione.
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