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Quaranta interventi su fiumi e argini

di Adriano Arati
Quaranta interventi su fiumi e argini

Coinvolti tutti i Comuni della montagna. Il Consorzio di bonifica investe 2,3 milioni per il risanamento idrogeologico

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CASTELNOVO MONTI. Oltre quaranta interventi per più di 2.3 milioni di euro di spese. Li metterà in campo da qui alla fine del 2018 il Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale per fronteggiare le tante criticità idrogeologiche dell’Appennino e delle colline, dopo mesi segnati dal maltempo e dai conseguenti cedimenti del territorio.

Ieri mattina l’ente ha presentato i progetti che coinvolgeranno numerosi comuni reggiani oltre ad altri modenesi e parmensi, con interventi specifici. Alle risorse messa dal Consorzio (un milione e 55.000 euro) si aggiungeranno 750.000 euro di Comuni, Regione e Iren, per un totale di 2.3 milioni di euro. Nelle opere finanziate in prima battuta, il Consorzio curerà ogni aspetto dei lavori, negli altri casi gestirà la direzione dei lavori.

Poco più di un milione di euro riguarda il programma annuale di interventi della Bonifica. A questa cifra vanno aggiunti 438mila euro di progetti già redatti per la richiesta di fondi comunitari e di altri progetti in via di completamento per 260mila euro. A chiudere, ci sono quasi 700mila euro di direzione lavori da effettuare nel territorio montano della provincia reggiana. I comuni coinvolti saranno quelli di Castelnovo Monti, Carpineti, Villa Minozzo, Toano, Baiso, Ventasso e Vetto in montagna, a cui aggiungere Albinea, Quattro Castella, San Polo, Vezzano, Viano, Canossa, Casalgrande, Castellarano e Scandiano nella zona collinare, lungo le vallate segnate dal passaggio dei principali corsi d’acqua che attraversano la provincia, Secchia, Enza, Tresinaro e Crostolo.

Il lungo elenco di interventi è stato presentato a Reggio Emilia dagli amministratori pubblici interessati, e prevede cantieri e sistemazioni di entità differente, dalle migliaia di euro alle centinaia di migliaia nei casi più importanti, pensati per risolvere movimenti franosi, perdite idrauliche, versanti e scarpate in movimento.

Particolare attenzione verrà data a ponti e strade e alla pulizia di fossi e piccoli torrenti, spesso “sorgenti” di problemi come l’emergenza del dicembre scorso, quella dell’alluvione di Lentigione ma anche delle tante frane lungo il Crinale. Gli interventi sono fondamentali «per sostenere la vita reale di queste zone e l’economia locale che a volte fa i conti con l’abbandono dei territori», ha ricordato il commissario straordinario regionale del Consorzio Franco Zambelli. I finanziamenti del Consorzio serviranno per l’avvio di cantieri, entro il 2018, in una delle zona sempre più delicate della provincia. La montagna, infatti, paga anni di poca cura e uno spopolamento forte, che ha ridotto le attività agricole e quindi la “manutenzione naturale” garantita da colture e allevamenti.

La collina è altrettanto fragile dal punto di vista idrogeologico e si trova anche ad affrontare le conseguenze di decenni di crescita industrializzazione, realizzata senza valutare le conseguenze per l’ambiente la tenuta idrogeologica.

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