Reggio è capofila in cinque studi selezionati
Premiati anche i progetti su melanomi e linfomi proposti da giovani ricercatori del Santa Maria Nuova
REGGIO EMILIA . Sono sette i progetti finanziati dal ministero nell’ambito del Bando per la ricerca finalizzata per un importo di quasi 1,6 milioni di euro in tre anni. Gli studi sono stati selezionati sui 1.500 presentati e hanno anche il pregio di vedere in cinque di questi l’Irccs reggiano come ente capofila e due dei progetti selezionati (melanomi e linfomi) sono stati proposti da giovani ricercatori.
Gli studi finanziati riguardano i tumori della pelle, della tiroide, del seno, i linfomi, le cure palliative, l’alfabetizzazione e l’informazione dei cittadini sui temi della salute e una nuova organizzazione per ridurre i tempi di raccolta e migliorare l’elaborazione dei dati sui tumori maligni a livello nazionale.
Il progetto sui melanomi dei tumori della pelle, uno di quelli con più elevato tasso di mortalità, è coordinato da Katiuscia Dallaglio e Mariaelena Pistoni e ha l’obiettivo di studiare i meccanismi molecolari per selezionare pazienti con risposte più efficaci alle terapie.
L’obiettivo del progetto sui linfomi, coordinato da Valentina Fragliasso, è studiare il meccanismo coinvolto nella trasformazione neoplastica e identificare i marcatori specifici che sono utili a sviluppare terapie più appropriate. È una di quelle ricerche Transalazionali che puntano a trasferire i risultati dai laboratori al paziente.
Il progetto sul tumore al seno, coordinato da Giorgi Rossi, ha l’obiettivo di confrontare i risultati di due esami specifici e l’efficacia dello screening per aumentare la possibilità di una prevenzione precoce. Il Progetto sulle Cure palliative. curato dal direttore scientifico Massimo Costantini e da Silvio Cavuto, vuol capire in quale misura il ricovero di pazienti oncologici negli hospice possa migliorare le cure nella fase del fine vita.
Lo studio sui carcinomi della tiroide, coordinato da Simonetta Piana, ha l’obiettivo di capire se è possibile individuare le forme più aggressive per affrontarle in maniera meno invasiva e più appropriata. La ricerca sull’educazione del paziente, coordinato da Silvia Di Leo, punta a un’informazione più chiara e fruibile da parte dei cittadini sulla salute. Lo studio per la sistematizzazione dei dati relativi ai tumori maligni, coordinato da Lucia Mangone, punta a trasformare tutti i dati disponibili nei 48 registri sui tumori esistenti in informazioni utili e fruibili per pianificare gli interventi della Sanità pubblica e a valutarne l’efficacia. (r.f.)
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