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Dalla Chiesa al centro giovani parla delle stragi di mafia

Dalla Chiesa al centro giovani parla delle stragi di mafia

SCANDIANO. Mafia, stragi, omicidi di Stato. Argomenti che Nando Dalla Chiesa, politologo, ex parlamentare, figlio del generale Carlo Alberto ucciso dalla mafia, conosce bene per averli vissuti in...

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SCANDIANO. Mafia, stragi, omicidi di Stato. Argomenti che Nando Dalla Chiesa, politologo, ex parlamentare, figlio del generale Carlo Alberto ucciso dalla mafia, conosce bene per averli vissuti in prima persona. Questa sera ne parlerà a Scandiano, protagonista della conferenza-spettacolo ad ingresso libero “Una strage semplice" in programma alle 21 alla sala Casini del centro giovani in via Diaz 17, nel centro della cittadina.

Dalla Chiesa, docente di Sociologia all’Università Statale di Milano, è stato deputato e senatore di centro-sinistra, e sottosegretario all'Università e alla Ricerca nel secondo governo Prodi; oggi è anche vice-presidente onorario di Libera. “Una strage semplice” è basato sull’omonimo libro scritto da Dalla Chiesa e pubblicato da Melampoe. È incentrato sui due attentati mafiosi del 1992, quelli in cui vennero uccisi i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, a Capaci il 23 maggio, e Paolo Borsellino, il 19 luglio in via D’Amelio a Palermo, assieme alle loro scorte. «Una strage in due tempi quando il Paese sembrò impazzire: mentre Milano osannava i giudici e a Palermo terribili immagini di guerra ne raccontavano la carneficina. Due Italie all'apparenza lontane e invece segretamente vicine. Una strage semplice, frutto di una logica lineare. Che vide convergere sud e nord, economia e politica», ricorda l’autore nell’introduzione. Mesi in cui a tutt’oggi sono più le parti opache che quelle note, fra depistaggi, presenza dei servizi segreti, trattative più o meno confermate.

«Continuiamo un percorso che ci porta a riflettere attraverso una maggiore conoscenza di quelli che sono stati i testimoni di ieri e di oggi che hanno resistito all'illegalità e alle organizzazioni criminali» – commenta l’assessore scandianese ai Saperi, Alberto Pighini – Dobbiamo continuare a porci delle domande e coinvolgere in particolar modo i giovani». (adr.ar.)

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