Per poter lavorare sconterà i domiciliari in un albergo
REGGIO EMILIA. L’avevano arrestato in flagranza di reato perché aveva picchiato la moglie davanti ai tre figli. Non solo: ha accolto i poliziotti intervenuti sul posto con un coltello in mano. Un...
REGGIO EMILIA. L’avevano arrestato in flagranza di reato perché aveva picchiato la moglie davanti ai tre figli. Non solo: ha accolto i poliziotti intervenuti sul posto con un coltello in mano. Un episodio che ha fatto scattare le manette e, successivamente gli arresti domiciliari, per un pregiudicato albanese di 34 anni. Un carpentiere difeso dall’avvocato Mario Di Frenna, il quale ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione affinché l’uomo potesse lavorare. Il lavoro, però, è in un cantiere in provincia di Teramo, uno di quelli avviati per la ricostruzione post terremoto.
Il gip Giovanni Ghini ha quindi autorizzato il lavoro in quel cantiere e disposto i domiciliari in albergo, dove il muratore dormirà per poter svolgere la sua mansione. Il gip aveva già disposto il divieto di avvicinamento alla famiglia per l’uomo accusato di resistenza e minacce (aggravate dall’uso del coltello) a pubblico ufficiale, nonché maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti della moglie, che ha riportato 21 giorni di prognosi. Fatti che avevano portato alla richiesta del carcere da parte della procura per l’albanese, che si era reso protagonista di una movimentata nottata in via Adua. Dopo aver pestato la moglie, una moldava di 33 anni, sotto gli occhi dei figli minori, ha affrontato con un coltello gli agenti della questura una volta giunti sul posto chiamati dai vicini. Per lui il gip aveva quindi disposto i domiciliari a casa del fratello, mutati ora in domiciliari nell’albergo in Abruzzo. (e.l.t.)
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