«Preoccupati per l’escalation dei fascisti»
Volantini affissi alla Cgil, Bondi: «Episodio che mette in luce una rete creata contro gli antifascisti»
REGGIO EMILIA. «L’episodio in sè non ci preoccupa più di tanto. Ci preoccupa molto di più il contesto dentro il quale si producono certi attacchi. Una vera a propria escalation minacciosa nei confronti degli antifascisti». Valerio Bondi, componente della segreteria della Cgil di Reggio Emilia, bolla così i volantini con la scritta «Per queste donne non c’è mai stato un 8 marzo» affissi da esponenti dell’associazione di estrema destra Progetto Nazionale davanti alle sede reggiana della Camera del Lavoro. Un’azione che ha colpito anche la Cgil di Mantova, Castiglione delle Stiviere, Suzzara, Modena e Crema nella notte tra il 7 e l’8 marzo, alla vigilia della festa della donna.
«Il tessuto democratico è messo sotto stress – dice Bondi – questo episodio mette in luce l’esistenza di un rete organizzata che in questo caso ha preso di mira la Cgil. Il contenuto del volantino è sinceramente farneticante e non ci preoccupa più di tanto. Il timore riguarda però queste organizzazioni che stanno mettendo fuori il naso. Non abbiamo sporto denuncia anche per non alimentare la portata delle farneticazioni. Certo è che diamo fastidio. Siamo stati in prima linea sulla questione di Fabbrico, avendo chiesto che non fossero autorizzate le due manifestazioni in contemporanea. Siamo anche in prima fila per la campagna di raccolta firme affinché non ci sia agibilità negli spazi pubblici per esponenti neofascisti».
Il gruppo di estrema destra mette al centro della rivendicazione i «femminicidi partigiani, su donne ritenute colpevoli di aver sposato una parte politica differente, di essere figlie di imprenditori, di aver intrapreso una carriera militare e di aver lavorato per l'apparato statale». Una strumentalizzazione della ricorrenza dell’8 marzo «per fare del revisionismo storico – aggiunge Bondi – L’8 marzo che festeggiamo non c’entra nulla con questa memoria antipartigiana. Credo poi che i dolori privati per le rispettive morti durante la guerra civile abbiano egual valore. Ma il valore politico e morale di chi stava con Salò e chi con la Resistenza non può essere messo sullo stesso piano». (e.l.t.)
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