Reggio Emilia, perseguita moglie e figli anche dopo la condanna
L’uomo, un 55enne reggiano, in più occasioni aveva minacciato la famiglia. Eseguita venerdì dai carabinieri l’ordinanza di custodia cautelare in carcere
REGGIO EMILIA. Sebbene condannato in primo grado a un anno e sei mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della moglie, e nonostante gli siano stati applicati la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla moglie, ha continuato presentarsi davanti all’abitazione della sua famiglia, con fare minaccioso e chiedendo di entrare.
Protagonista della vicenda un 55enne di Reggio Emilia, arrestato dai carabinieri. L’uomo, dopo aver proposto appello alla condanna, è stato infatti raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte d’Appello di Bologna, su segnalazione dei carabinieri reggiani che infine hanno eseguito il provvedimento.
Sebbene il tribunale di Reggio gli avesse imposto il divieto di avvicinamento alla moglie, il 55enne ha infatti continuato a perseguitarla senza sosta per mesi, violando il provvedimento per recarsi con cadenza di almeno tre volte alla settimana sotto casa della donna e dei figli, citofonando insistentemente e intimando loro di farlo entrare a casa, pronunciando frasi sconnesse e minacciose.
Il 9 gennaio scorso è arrivato persino a caricare con forza nella sua auto il figlio più piccolo, minacciando con un accetta i presenti – compresa la moglie – che cercavano di farlo desistere. Comportamenti persecutori che in questi mesi l’hanno visto anche presentarsi presso le scuole frequentate dai figli pretendendo di vederli e minacciando, ancora una volta, di morte la moglie. Ma non solo: ottenuto senza permesso il duplicato delle chiavi di casa, l’uomo in un’occasione è anche riuscito a entrare nell’appartamento molestando e minacciando i familiari.
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