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Silva fa causa a Coffrini

Silva fa causa a Coffrini

Brescello, l’ex sindaco: «Lei ha banchettato coi mafiosi». Citato per diffamazione

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BRESCELLO. Catia Silva ha trascinato in tribunale l’ex sindaco di Brescello Marcello Coffrini, citato per una presunta diffamazione nei confronti dell’ex leghista. Un procedimento giunto due giorni fa davanti al giudice di pace Domenico Rosati, che ha però deciso di passare la palla al giudice monocratico elevando il reato a diffamazione a mezzo stampa, trattandosi di una querelle finita sull’albo pretorio del Comune.

Il fatto risale al 2015, prima dello scioglimento del Comune di Brescello per condizionamenti mafiosi. Catia Silva, allora capogruppo della lista di minoranza Brescello Onesta e impegnata contro le infiltrazioni mafiose, aveva disertato alcune sedute del consiglio comunale in polemica con l’amministrazione, che non avrebbe consegnato alcuni documenti richiesti. Silva non perdeva poi occasione per bacchettare Coffrini sulle parole benevole spese dal sindaco per Francesco Grande Aracri, fratello del boss Nicolino. Coffrini, secondo Silva, nel luglio 2015 aveva poi reagito alla polemica politica con dichiarazioni fuori luogo, pubblicate tra le comunicazioni del sindaco sul sito web dell’amministrazione. «Come già riferito alla commissione di inchiesta – disse Coffrini – trovo veramente difficile ricevere tali accuse da chi, in modo inequivocabile, ha banchettato con i capi dell’organizzazione criminale oggetto di richieste emerse negli ultimi mesi, presso la loro casa. Poiché trattasi di un dato certo, direi fatto di pubblico dominio, manifesto la mia perplessità al riguardo evidenziando come il pulpito dal quale proviene la predica non può essere definito certamente di livello adeguato».

Silva, tramite l’avvocato Gabriele Pignagnoli, ha sporto denuncia e poi ha sollevato l’eccezione. Dopo la discussione, è stata accolta in favore del tribunale monocratico, rimettendo il fascicolo al pm Giacomo Forte per citare nuovamente le parti. (e.l.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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