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Sotto Broletto: «Qui tocca ai privati»

Sotto Broletto: «Qui tocca ai privati»

Pratissoli, assessore alla Rigenerazione urbana, sul degrado nel vicolo: «Ci sono una serie di incentivi senza precedenti»

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REGGIO EMILIA. La situazione di degrado e abbandono del Sotto Broletto resterà così ancora per diverso tempo. Non ci sono stati, ancora, contatti fra i proprietari degli edifici e il Comune per ottenere le licenze necessarie ad avviare lavori di riqualificazione. Un compito che, nel caso dei cento metri che portano da piazza Prampolini a piazza San Prospero, spetta appunto ai privati cittadini. E nel caso specifico ad alcune storiche famiglie reggiane e alla Curia, che possiedono la totalità degli spazi oggi adibiti a negozi, ristoranti e botteghe.

Eppure, da oltre tre anni, sono in vigore importanti incentivi economici ed edilizi per la riqualificazione degli edifici del centro storico di Reggio. Incentivi che hanno portato già a diversi importanti cantieri, alcuni conclusi e altri in via di chiusura, i quali hanno rinnovato molte zone della città. Circostanza che rende l’assessore alla Rigenerazione urbana Alex Pratissoli ottimista anche per qual che riguarda il Broletto. «Qualsiasi luogo in centro – spiega – oggi beneficia di una serie senza precedenti di incentivi. Di fronte alla fotografia corretta di quello che è oggi il vicolo Broletto si deve allargare il quadro alla dinamica molto positiva che si è messa in moto tutto intorno e che nell’arco di qualche anno permetterà di avere dei cambiamenti davvero significativi. Penso ad esempio alla sede del Credem, a palazzo Parisetti, a palazzo Rangoni, e la lista è lunga».

Tutto questo però ancora non accade Sotto Broletto «perché ovviamente servono degli investimenti ed è il privato che deve valutarne l’opportunità. Il Comune da parte sua ha messo gli incentivi, gli sgravi, ha attuato una politica di favore nei confronti di questo tipo di cantieri. Poi sta ai proprietari. Anche la Curia per noi è un privato come gli altri ma non possiamo imputarle un disinteressamento nei confronti della città. Basti pensare al fatto che ha partecipato al bando per le facciate con il palazzo vescovile, o ai lavori sulla torre di San Prospero, nonostante tutte le difficoltà economiche».

A ben guardare, in effetti, gli incentivi sui quali oggi possono contare i reggiani proprietari di immobili in centro storico non sono pochi. Con la variante al Rue del 2016 sono state introdotte una serie di modifiche normative a favore dei processi di recupero fra le quali la flessibilità di insediamento di differenti usi nei diversi piani di un edificio e una deroga alle altezze, l’esclusione della necessità di monetizzare i parcheggi pubblici con un risparmio di tremila euro ad alloggio e la gratuità della Cosap (Canone per l’occupazione di suolo pubblico) per i primi due mesi di cantiere.

Infine, a fronte della riqualificazione delle facciate su pubblica via, diventa possibile trasformare, in modo non oneroso, una eguale quantità di superficie accessoria in superficie utile. Ad esempio, la riqualificazione di 100 metri quadrati di facciata consentirà di trasformare altrettanti metri quadrati di sottotetto in superficie utile, con un risparmio stimato in oltre quattromila euro. E, osservando lo stato del Broletto, praticamente tutte le facciate necessiterebbero di una profonda riqualificazione.

Sempre su questo punto, grazie a un bando pubblico aggiudicato nelle scorse settimane che ha messo a disposizione dei privati 300mila euro di contributi per incentivarne il recupero, sono stati avviati 33 interventi di recupero di edifici in centro, che consentiranno di riqualificare oltre 13.000 metri quadrati di facciate che si affacciano sulla pubblica via e genereranno un investimento privato complessivo pari a oltre 1,3 milioni.

L’insieme di queste misure sta sostenendo e accelerando un processo virtuoso che nel triennio 2015-2017 ha portato a conclusione nel solo centro storico oltre 860 cantieri su immobili privati. Di questi, nessuno Sotto Broletto.

Leonardo Grilli

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