Gli studenti da Cracovia «Mai così tante emozioni»
Conclusa l’esperienza che ha portato i ragazzi reggiani nei luoghi dell’Olocausto Durchfeld, coordinatore del progetto: «Reggio ha valorizzato le proprie radici»
CRACOVIA. «Non ho mai provato tante emozioni tutte insieme». Sono la ricompensa migliore per mesi di lavoro, queste parole scritte da Laura Tenuta della 4ªD del liceo Spallanzani al termine del Viaggio della Memoria 2018 di Istoreco, che nelle scorse tre settimane ha portato oltre mille studenti delle scuole superiori della nostra provincia in Polonia, a Cracovia e al complesso dei campi di prigionia e di morte di Auschwitz-Birkenau.
A febbraio, nella prima delle tre settimane di Viaggio, sono stati poi vissuti alcuni giorni davvero particolari, un esperimento di dialogo inedito o quasi a livello italiano. I rappresentanti reggiani delle tre principali religioni monoteiste, il vescovo della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla monsignor Massimo Camisasca, il rabbino Beniamino Goldstein della comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia e l’imam Yosif El Samahy, in rappresentanza delle comunità islamiche di Reggio Emilia, hanno visitato Auschwitz e Birkenau assieme a duecento studenti e alle principali autorità civili reggiane, il sindaco della città Luca Vecchi e il presidente della Provincia, Giammaria Manghi.
Il Viaggio 2018 era dedicato ai Giusti fra le Nazioni, persone non ebree che durante la guerra hanno salvato la vita di un ebreo. Un esempio è reggiano, il sacerdote cavriaghese don Enzo Boni Baldoni, parroco a Quara nei giorni del conflitto: nel paese montano diede rifugio ad ebrei in fuga così come a partigiani e soldati alleati.
O il religiosissimo Gino Bartali, grande campione di ciclismo che fra il 1943 e il 1944 ha girato la Toscana con documenti falsi (necessari per far fuggire i braccati) nascosti nel telaio della sua bicicletta. O i tanti albanesi che – nel nome del loro codice d’onore, Besa – hanno accolto gli ebrei inseguiti dai nazisti dei Balcani.
A Cracovia i giovani viaggiatori hanno poi visitato anche la fabbrica del Giusto più noto, Oskar Schindler, immortalato dal film di Steven Spielberg negli anni ’90. Vista la meta, non poteva essere poi un Viaggio “normale”. Nel complesso di Auschwitz-Birkenau sono state uccise oltre un milione di persone, in gran parte di origina ebraica, e la piccola località polacca rimane il simbolo della pianificazione di uno sterminio mai avvenuta nella storia.
Il freddo ingestibile degli enormi campi di Birkenau e l’immaginario che il celebre cancello in ferro di Auschwitz evoca sono strumenti di memoria innegabilmente efficaci, se inseriti in un giusto contesto di preparazione storica. E Reggio, in questo senso, è ormai all’avanguardia, con un’esperienza di Viaggio unica in Italia per numeri e continuità.
«Reggio valorizza la propria storia, le proprie radici. Non vogliamo cadere nella trappola dell’affermare che non ci sia una storia e non ci sia un futuro. È una trappola proposta da una società che non vuole cambiare, che vuole appiattirsi sul presente sempre ripetuto», riflette il coordinatore del progetto, Matthias Durchfeld.
«Così non è, la storia esiste, la storia ti fa vedere i tanti cambiamenti avvenuti. Ti fa capire che la società può cambiare, in meglio come in peggio, e che la scelta è di ogni persona», aggiunge. Ed è qui che arriva il Viaggio: «La scelta di viaggiare, alzarsi, spostarsi fisicamente, assumere un’altra prospettiva è fondamentale per l’eventualità di assumere un altro punto di vista».
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