Caccia nell’oasi, mail bombing al Comune
Quattro Castella: non si placano le critiche degli animalisti. Intanto oggi la seconda battuta al cinghiale
QUATTRO CASTELLA. Mail bombing all’indirizzo mail del Comune di Quattro Castella per esprimere il proprio dissenso rispetto all’autorizzazione a sparare dentro i confini dell’oasi del Bianello contro i cinghiali. È l’invito che circola in questi giorni nei passaparola on line. Non solo: a ricevere messaggi critici contro l’ordinanza firmata dal sindaco Andrea Tagliavini è anche la Gazzetta di Reggio, a cui in questi giorni stanno arrivando mail e fax da parte di animalisti arrabbiati.
Non si placano dunque le polemiche dopo la battuta dei giorni scorsi, che dovrebbe essere replicata anche oggi. Il provvedimento è stato chiesto dalla polizia provinciale, che è stata chiamata a fare fronte a un numero elevato di esemplari nella fascia collinare. Troppi, secondo le rilevazioni degli agenti, e responsabili di diversi incidenti stradali.
Ma è proprio sui numeri che il confronto si fa aspro. La prima a esprimere pubblicamente il proprio dissenso - lo aveva già fatto a fine 2016 quando un’altra battuta era stata autorizzata per le stesse ragioni, così come nel 2010 - è stata Legambiente Val d’Enza. Che ha messo sotto accusa il fatto che nulla si sappia di censimenti né di quanti incidenti si parli.
La replica della polizia provinciale col comandante Lorenzo Ferrari, attraverso alcune dichiarazioni alla Gazzetta di Reggio, è stata che «il problema dei numeri è fittizio». «Bianello è un’oasi piccola. Non serve contare quanti ce ne sono perché le aree di riferimento di questi animali sono più vaste. Il Bianello però rappresenta il posto in cui vanno a dormire durante il giorno. Qui si riuniscono branchi di cinghiali che durante la notte si spostano anche di diversi chilometri. A grandi linee, una valutazione recente nostra parla anche di 200 esemplari». E ha sottolineato come un incidente con un cinghiale possa essere molto pericoloso. Parole però che non hanno convinto chi si oppone all’uso dei fucili in un’oasi. «Ma perché quando un branco di lupi preda un cinghiale fa subito notizia e per questo poi vengono perseguitati, mentre un gruppo di cacciatori può sterminare i cinghiali in un’oasi (disturbando inoltre gli uccelli in nidificazione) viene fatta passare come normale o peggio necessaria?» scrive Laura D. in un fax arrivato alla Gazzetta.
Il 9 marzo l’azione dei cacciatori aveva subito l’azione di disturbo di un rappresentante del Fronte animalista. Vedremo se oggi replicheranno. (el.pe)
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