Gazzetta di Reggio

Reggio

Contro lo spaccio in strada scattano gli arresti differiti

di Enrico Lorenzo Tidona
Contro lo spaccio in strada scattano gli arresti differiti

Applicata per la prima volta la misura da parte della Squadra mobile di Reggio Permette di arrivare davanti al giudice con più prove ed evitare le scarcerazioni

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REGGIO EMILIA. Fethi Stambali è stato arrestato due volte in flagranza nel giro di poche settimane ma senza saperlo. Solo al terzo arresto, quando è stato trovato con 12,5 grammi di cocaina, sono invece scattate le manette da parte degli agenti della Squadra mobile di Reggio. L’uomo è comparso ieri davanti al gip Luca Ramponi per il reato di detenzione di droga ai fini dello spaccio. In questa occasione ha scoperto che la convalida dell’arresto riguardava anche altri due precedenti arresti nei suoi confronti per il medesimo reato, disposti dal pm Maria Rita Pantani su richiesta della Squadra mobile, ma non effettuati nell’immediato nonostante la flagranza del reato. Lo hanno visto cedere droga ma lo hanno lasciato andare, disponendone però subito l’arresto. Si tratta infatti di una strategia messa in atto per la prima volta a Reggio Emilia a contrasto dello spaccio di strada, che fa leva sugli arresti differiti. Questi offrono la possibilità di arrestare un indagato per più volte, portando poi la somma dei provvedimenti davanti al giudice offrendo così un quadro più completo dei reati, che sostengono poi misure più afflittive. Stambali, ad esempio, è un cittadino tunisino di 40 anni con regolare permesso di soggiorno e senza precedenti, proprietario di una casa. Era completamente fuori dai radar della polizia, che una volta inquadrato lo ha arrestato tre volte nel giro di pochi mesi, l’ultima venerdì scorso. Ieri il gip ha convalidato l’arresto in flagranza e i due arresti differiti. Per l’indagato, difeso dall’avvocato Federico De Belvis, sono stati disposti poi gli arresti domiciliari.

Gli agenti della Squadra mobile diretta da Guglielmo Battisti, gli contestano circa 300 cessioni di droga in favore di clienti reggiani nel giro di 6 mesi, una delle quali a un minorenne. Circostanza quest’ultima che assumerebbe la caratteristica di aggravante, ma che è stata però respinta dal giudice che non ha ravvisato il dolo. Si trattava infatti di un assuntore ormai prossimo alla maggiore età, che per il giudice poteva quindi essere confuso dallo spacciatore con un maggiorenne. Non solo: diverse cessioni di droga sarebbero avvenute a pochi passi dalla questura.

Gli arresti differiti hanno trovato l’avallo della procura reggiana su proposta della questura nella più ampia strategia di contrasto all’illegalità diffusa in città messa in campo dal questore Antonio Sbordone. Spesso, infatti, il lavoro di contrasto allo spaccio risulta improbo per le forze dell’ordine rispetto ai risultati poi raggiunti in sede giudiziaria. L’arresto di uno spacciatore per la cessione di una dose modica di droga ha il solo effetto di riempire le aule del tribunale con processi che terminano per lo più con scarcerazioni immediate, rischiando di mancare l’obiettivo più grosso. La polizia di Reggio Emilia ha deciso di utilizzare gli arresti differiti che permettono di arrestare più volte uno spacciatore su disposizione della procura ma senza che questi lo sappia. Una volta giunto davanti al giudice per la convalida, lo spacciatore dovrà rispondere della somma degli arresti, rimasti silenti per permettere nel frattempo di effettuare indagini e mettere insieme un numero maggiore di casi, giungendo così davanti al giudice con un quadro più chiaro.

L’obiettivo, nell’idea della questura, è quella di capire se si tratta veramente davanti a piccole cessioni di droga o a un vero e proprio caso di spaccio o addirittura di traffico di droga. Mentre nelle grandi città l’arresto differito viene spesso usato per seguire canali di vendita dei grandi trafficanti, a Reggio lo si vuole utilizzare in via inversa, per arginare il piccolo spaccio di strada.

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