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Due casi di tubercolosi all’asilo Rodari

Due casi di tubercolosi all’asilo Rodari

Scandiano: due bambine presentano i sintomi, ora sono ricoverate. L’Ausl avvia i test anche sulle persone a loro vicine

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SCANDIANO. Due casi di sospetta tubercolosi a Scandiano. Nei giorni scorsi due piccole allieve della scuola dell’infanzia comunale Rodari di Scandiano sono state ricoverate all’ospedale di Reggio Emilia dopo aver presentato sintomi riconducibili a quelli della tubercolosi.

Dopo una serie di esami approfonditi, necessari per capire se si tratti davvero di tubercolosi, sono state avviate le terapie antibiotiche utilizzate abitualmente in questi casi. Le condizioni delle due piccole non destano particolare preoccupazione; la situazione appare completamente sotto controllo anche se ovviamente l’attenzione rimane alta, vista la potenziale pericolosità di questa malattia polmonare.

La tubercolosi non è ancora stata confermata al 100%, nel frattempo il servizio di Igiene e sanità pubblica ha attivato la procedura standard per queste situazioni, identificando tutte le persone che possono essere venute a contatto con i pazienti infetti e quindi potenzialmente a rischio. Un iter seguito con grande attenzione soprattutto nel caso di scuole dell’infanzia ed elementari, come in questa vicenda scandianese, con l’ovvio coinvolgimento delle famiglie e degli enti pubblici locali.

Oggi è in programma un incontro con i genitori degli alunni della scuola. Su tutti i soggetti considerati “a rischio” secondo le indicazioni nazionali e regionali verranno compiuti dei test sanitari (lo screening Mantoux) per identificare l'infezione tubercolare latente. Di cosa si tratta? Di una condizione non contagiosa e priva di sintomi che precede lo stato di malattia. In questo modo si potrebbe ridurre al minimo il rischio di nuovi focolai infettivi, intervenendo prima che la tubercolosi si sviluppi pienamente. Si tratta di interventi precauzionali perché nessun altro alunno della Rodari ha presentato sintomi riconducibili alla tubercolosi.

Va ricordato che la malattia ha un bassissimo tasso di contagiosità: la trasmissione è infatti molto complessa. «L'infezione non si contrae attraverso contatti all’aria aperta e in luoghi aerati; il contagio non avviene attraverso indumenti, oggetti personali o facendo uso di piatti o posate», ricorda l’Ausl.

Adriano Arati

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