L’allerta rimane ma l’Enza cala e la materna riapre
Ieri vertice in Prefettura, le ordinanze attive anche oggi I commissari di Brescello: «Il piano ha funzionato»
BRESCELLO. Lentamente il livello del torrente Enza cala. Nel punto di rilevazione idrometrica di Vetto, in quota, alle 15.30 di ieri l’allerta era scesa a livello giallo. A Ponte di Sorbolo - ancora arancione, presidiato ventiquattro ore su ventiquattro dalla postazione mobile della Protezione civile - il livello delle acque era calato fino a 10 metri e 60 centimetri, 25 in meno rispetto alla mattina. «La situazione si va lentamente normalizzando – spiegava ieri il comanda della polizia municipale della Bassa reggiana ovest, Davide Grazioli che ha messo in campo una squadra di 10 persone sabato, di 20 domenica e 10, di nuovo ieri, con sospensione totale dei riposi – Il fatto è che il fiume defluisce adagio per mancanza di corrente».
L’Enza ha cessato la sua furia, la scuole materna Santissima Annunziata di Lentigione oggi sarà di nuovo aperta, elementi determinanti per le decisioni da prendere nel corso della riunione del Centro di coordinamento dei soccorsi, fissata alle 18.30 di ieri in Prefettura a Reggio Emilia, e alla quale ha partecipato il commissari prefettizio di Brescello Antonio Giannelli.
«La decisione – spiegava al termine – è di mantenere attiva l’allerta arancione e quindi le ordinanze fino a domani (oggi per chi legge, ndr), fino a quando l’Enza non scenderà sotto i dieci metri di livello. Si tratta più che altro di una precauzione». Non si può ancora parlare di situazione tornata alla normalità, ma sembra non manchi molto.
Il punto è stato fatto dal Centro operativo comunale a Brescello poco dopo mezzogiorno, briefing al quale hanno partecipato Protezione civile, polizia municipale, carabinieri, uffici tecnici del Comune. «Direi che il piano di soccorso approntato dopo l’alluvione dello scorso dicembre ha funzionato – afferma il commissario prefettizio Antonio Oriolo – Abbiamo messo in atto uno strumento che prima mancava e che ha dato risultati soprattutto perché basato sulla prevenzione». Ed è stato per evitare interventi all’ultimo minuto – proseguono i commissari – che domenica sera è scattato il piano di evacuazione a Lentigione per disabili e per quanti, residenti in case a un solo piano, non avessero avuta la possibilità, in caso di esondazione, di mettersi in salvo salendo a quelli superiori. Alla fine, solo un’anziana non autosufficiente, è stata trasferita nella casa di risposo. «Tutti gli altri – proseguono Riolo e Giannelli – hanno trovato sistemazioni alternative, presso amici o parenti, proprio grazie al fatto che le operazioni sono iniziate con largo anticipo rispetto al picco della piena che si è verificato tra le 2,30 e le 3».
La macchina della Protezione civile si è messa in moto sabato: 50 volontari dell’associazione di Brescello, 33 destinati al solo controllo degli argini, hanno iniziato con l’allestimento dei sacchi di sabbia. «In un pomeriggio – spiega Volmer Benini, responsabile capo dei volontari – abbiamo riempito 3.500 sacchi, depositandoli nell’isola ecologica del Comune, pronti per essere utilizzati. Poi è iniziata l’attività di controllo che è durata ininterrottamente fino a ieri mattina». Un ultimo sopralluogo agli argini e ai ponti verso mezzogiorno poi qualche ora di riposo.(c.o.)
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