Gazzetta di Reggio

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Matteo Boe: «Pronto al prelievo del Dna»

Casalgrande, sequestro Dall’Orto. Il profilo genetico dell’ex bandito sarà tra quelli esaminati

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CASALGRANDE. «Matteo Boe è tranquillo. Ha più volte ribadito, l’ultima in ordine di tempo proprio con me al telefono qualche giorno fa, che non ha nulla da temere. Si sente completamente estraneo alla vicenda che lo vede indagato per sequestro di persona a scopo di estorsione assieme ad altre quindici persone. Per questo mi ha ancora una volta manifestato il suo preciso consenso per il prelievo da parte dell’autorità giudiziaria del suo dna. Profilo genetico tra l’altro già in possesso degli inquirenti che glielo fecero prelevare poco prima che fosse rilasciato alla conclusione della sua lunga detenzione». Questo dichiara in una intervista alla Nuova Sardegna l’avvocato Valerio Flocco, legale che assiste il sardo nella vicenda del sequestro di Silvana Dall’Orto.

La Dall’Orto, moglie dell’industriale ceramico Giuseppe Zannoni, venne rapita a Casalgrande il 19 ottobre 1988 e liberata sull’autostrada della Cisa il 1° maggio 1989 grazie a un riscatto di quasi 4 miliardi di lire. Su richiesta della vittima, l’anno scorso a marzo sono ripartite le indagini confidando nei moderni strumenti di investigazione scientifica. Ed effettivamente, un profilo genetico è stato identificato negli accertamenti su alcuni reperti.

Per questo il profilo genetico di Boe – tornato nella sua Lula nel giugno scorso dopo aver scontato 25 anni di carcere – assieme a quello degli altri indagati dovrà essere comparato nel corso dell’incidente probatorio già iniziato nel Tribunale di Bologna con quello “isolato” in un francobollo, utilizzato a suo tempo per inviare uno dei messaggi dei sequestratori alla famiglia della donna rapita.

Il particolare è stato rivelato da uno dei periti del pool, la dottoressa Susi Pelotti dell’Università di Bologna, ascoltata due giorni fa, sempre davanti al gip Rossella Materia. I consulenti hanno passato al setaccio dell’analisi di laboratorio una consistente serie di reperti, tra i quali una maglietta bianca che i banditi diedero alla vittima la notte della liberazione, un borsone, una tuta mimetica, una coperta e un paio di scarpe da ginnastica.

Ebbene la dottoressa ha dichiarato di aver trovato un profilo genetico maschile completo sul francobollo, più altri profili genetici misti (sia uomini sia donne) su altri reperti.

La difesa di Matteo Boe dunque non si scompone dopo il nuovo colpo di scena.

Quasi tutti pare – Matteo Boe incluso – hanno dato il loro consenso all’operazione. Le operazioni di analisi di laboratorio effettive, prenderanno il via il 5 aprile. Per assicurare il tempo necessario per gli esiti la prossima udienza è stata aggiornata al 13 giugno.

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