Gazzetta di Reggio

Reggio

«Nessuno spazio pubblico a chi si rifà al fascismo»

di Roberto Fontanili
«Nessuno spazio pubblico a chi si rifà al fascismo»

Approvata ieri in consiglio comunale la mozione firmata da Pd, Si, Mdp e M5s Rigon (FdI): «Attentato alla democrazia». Bellentani (Civici): «Caccia alle streghe» 

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REGGIO EMILIA. D’ora in avanti gli spazi pubblici comunali e il patrocinio dell’amministrazione comunale potranno essere concessi solo a coloro (forze politiche, associazioni e semplici cittadini), che sottoscrivano una dichiarazione di rispetto della Costituzione italiana, con particolare riferimento alla XII disposizione transitoria e finale che attiene alla ricostituzione del disciolto partito fascista. Inoltre viene stabilito che nei regolamenti attuativi siano esplicitamente inseriti i richiami alla Costituzione, alla legge Mancino e alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. La mozione sottoscritta da tutti i consiglieri del Pd, Lusenti (Si) e De Franco e Pavarini (Mdp) – mentre Scarpino è uscito prima del voto – è stata approvata oltre che dalle forze politiche che l’hanno proposta anche dal gruppo M5S e ha avuto il voto contrario di Fratelli d’Italia, Alleanza Civica e Claudio Bassi (Forza Italia).

Un perimetro vincolante e invalicabile quello che dovrà essere definito dal regolamento e dalle disposizioni comunali, che è poi stato rafforzato ulteriormente con l’approvazione di un ordine del giorno (a firma Giorgio Campioli del Pd), nel quale si dice che gli spazi e i patrocini in conformità alla Costituzione antifascista non devono essere concessi ad anche a coloro che sostengono il negazionismo, di fatti storici legati al fascismo e al nazifascismo, al terrorismo, allo stragismo, all’incitazione all’odio razziale ai totalitarismi, fin anche alla violenza di genere.

La decisione per diventare operativa avrà bisogno di essere trasferita nell’apposito regolamento comunale, e quella di ieri è stata pertanto solo la manifestazione di una volontà politica. Ma tanto è bastato perché il dibattito si sia riscaldato con l’accusa arrivata in particolare dalla consigliera Roberta Rigon (FdI) di approvare un atto con il quale stiamo «attentando alla democrazia», mentre per Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica) «i consiglieri invece sono chiamati a occuparsi dei problemi della città». Cesare Antonio Bellentani (Alleanza Civica) ha parlato di «un documento che fa pensare a una caccia alle streghe». La capogruppo M5S, Alessandra Guatteri, infine ha motivato il voto a favore del gruppo sostenendo che «bisogna evitare che il neofascismo prenda piede». In sostanza per chi ha votato contro la mozione bastano la Costituzione e le leggi Scelba e Mancino per perseguire i rigurgiti fascisti, mentre per i proponenti, per dirla con il filosofo Karl Popper (il nome più gettonato nel dibattito), «una società tollerante non può tollerare l’intollerante».

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