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Reggiane, quadruplicate le consulenze

Reggiane, quadruplicate le consulenze

Erano 214mila nel 2015, sono diventate 877mila nel 2017. Ira delle opposizioni. Il Comune: «La società non ha dipendenti»

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REGGIO EMILIA. Nel 2015, la cifra complessiva era di 214.333 euro. Nel 2016, invece, era salita a 259.490,21 euro. Il boom c’è stato nel 2017, quando la somma complessiva è quadruplicata, arrivando a quota 877.003,69 euro, con una coda che si protrae anche nel 2018, dove i numeri parlano di una cifra pari a 605.182,24 euro. Sono i compensi per consulenze e collaborazioni della Stu Reggiane, la società di trasformazione urbana – partecipata al 70% dal Comune e al 30% da Iren Rinnovabili – che si occupa della riqualificazione delle ex Officine in funzione del Tecnopolo, finita sotto il fuoco incrociato delle opposizioni.

Due accessi agli atti, a stretto giro, firmati da M5s e da Grande Reggio-Progetto Reggio, che – anche in conseguenza del recente aumento di capitale da due milioni di euro deliberato dal consiglio comunale – hanno lamentato lo scarso rispetto delle norme sulla trasparenza online e la mancata presentazione del nuovo piano economico-finanziario della Stu, guidata da Luca Torri nel ruolo di ad e da Giulio Santagata nel ruolo di presidente.

Per quel che riguarda la trasparenza, Cinzia Rubertelli e Alessandra Guatteri, capigruppo rispettivamente di Grande Reggio e M5s, hanno puntato il dito contro il mancato aggiornamento di informazioni relative a gare e incarichi: una situazione alla quale ora è stato messa una pezza, pubblicando la documentazione richiesta. Ma non placando affatto i dubbi e le preoccupazioni delle due esponenti di opposizione, decise a tornare alla carica già da giovedì, quando nella commissione V, Controllo e Garanzia, hanno intenzione di convocare l’ad Torri per far luce sui conti della partecipata.

«A questo punto, in quanto rappresentanti dei cittadini, vogliamo sapere se i conti della Stu tornano – attacca Guatteri, mettendo nel mirino le consulenze con affidamenti diretti, ovvero sotto la soglia dei 40mila euro e ricordando che da luglio 2017 hanno chiesto di visionare il piano economico-finanziario aggiornato – Ci venne risposto che il piano sarebbe stato pronto per l'autunno. Come mai allora adesso non c'è? Siamo a primavera... Sempre a luglio 2017 avevamo fatto notare che nel piano presentatoci nel 2016 era scritto che entro il 2017 gli acconti sulle vendite sarebbero dovuti essere di circa 4 milioni di euro. Peccato che in quel momento l’ad avesse specificato che gli acconti pagati erano di 800mila euro, molto al di sotto delle previsioni. E adesso a che quota siamo?».

Domanda alla quale ne seguono altre: «Tra l'altro, i finanziamenti bancari che da piano del 2016 dovevano essere di 5,5 milioni da restituire in 3 anni, a luglio 2017 erano diventati di 10 milioni da restituire in 15 anni. E le banche, a conferma del fatto che qualche problema forse c'era già, avevano chiesto una due diligence e ne volevano vedere una per ogni stato di avanzamento dei lavori. Quindi, abbiamo il dovere di preoccuparci e di indagare su quale sia la reale situazione. Vogliamo sapere se le cose non stanno andando come ci avevano raccontato e se i rischi che più volte avevamo segnalato a partire dal 2014 si stanno materializzando. Non vorremmo che questa amministrazione Pd continuasse a pensare che tanto, se mancano i soldi, pagano i cittadini».

Usa toni simili anche Cinzia Rubertelli: «A fronte del mancato aggiornamento del sito internet abbiamo indirizzato al Comune, in data 20 febbraio, una richiesta urgente d’accesso agli atti sulla Stu Reggiane Spa e abbiamo chiesto lumi su tutte le gare assegnate nel 2017 e nei primi mesi del 2018, dal momento che questa informazione, allora, non era reperibile online. Inoltre abbiamo chiesto di avere l’ultimo piano finanziario approvato della società. Sette giorni dopo, il 27 febbraio, ha provveduto a risponderci, non la dirigente a cui era diretta la richiesta d’accesso, ma direttamente l’ad Luca Torri. Una risposta curiosa la sua, in cui si dice che la partecipata ha provveduto a pubblicare sul sito di Stu l’elenco dei “Lavori, servizi e forniture” relative al 2017 e 2018. Per quanto riguarda il secondo punto oggetto della nostra richiesta, Torri ci ha informato che il Piano finanziario, a oggi, è in fase di definizione e che provvederanno a trasmetterlo non appena possibile. Una risposta che ci lascia molto perplessi, in primo luogo perché, seppur indirettamente, conferma il mancato aggiornamento delle informazioni sul sito internet e quindi il mancato rispetto dell’obbligo di trasparenza. Un tema che ricorre anche sul secondo punto che abbiamo posto: il Piano finanziario. L’ultimo, quello da noi richiesto, dov’è? Perché non è possibile averlo?».

La replica del Comune non si è fatta attendere: «Non è corretto affermare che tutti gli incarichi sono ad affidamento diretto – fanno sapere dal Comune, ricordando che la Stu non ha dipendenti e che recentemente si è svolta una gara per un contratto alla prima unità di personale assunta. Per lavorare quindi l’azienda ha la necessità fisiologica di fare riferimento a professionisti esterni – Stu opera nel pieno rispetto del Codice dei Contratti sia per quanto riguarda l'affidamento di servizi che l'appalto di lavori. Nel rispetto del Codice, pertanto, utilizza differenti procedure a seconda della tipologia e dell'importo dei servizi (e dei lavori), procedure tra le quali rientra, per importi inferiori ai 40mila euro, anche quella dell'affidamento diretto. Per importi superiori a questa soglia, Stu Reggiane ha bandito e sta bandendo (è della scorsa settimana la pubblicazione della gara per servizi di progettazione per il Capannone 15 b/c dell'importo di oltre 400.000 euro) gare aperte ad evidenza pubblica».

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