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IL FRONTE animalista 

«Far entrare i fucili nell’oasi è un segnale bruttissimo»

«Far entrare i fucili nell’oasi è un segnale bruttissimo»

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QUATTRO CASTELLA. «Ci hanno denunciati per interruzione di pubblico servizio, ma restiamo qui cercando di ostacolare l’abbattimento dei cinghiali nell’oasi». Roberto Serafin, del Fronte Animalista, ha l’aria di chi battaglie come questa ne ha combattute tante, e sa perfettamente destreggiarsi tra diritti e doveri, propri e altrui. «Ero qui anche venerdì scorso, da solo. Oggi sono assieme a loro», dice indicando i quattro animalisti che con lui presidiano l’ingresso del Bianello.

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«Abbiamo parlato con il sindaco. Vuole ridurre il numero dei cinghiali. Gli ho detto che, se ne tolgono otto, ne arriveranno altri otto, perché funziona così. O li ammazzi tutti, o recinti tutto, oppure non risolvi il problema».

I danni agli agricoltori? Il pericolo per le auto? «I danni vengono risarciti, gli automobilisti lo sanno che devono andare piano, perché gli animali selvatici ci sono, e ci sono sempre stati. Dobbiamo convivere con queste cose. Piuttosto, il problema è che, facendo entrare i cacciatori nell’oasi, si dà un segnale bruttissimo, perché un’oasi è un’oasi. Far entrare i cacciatori, non esiste. Anche la Lipu dice che non è un metodo giusto. Poi sparano con queste – aggiunge mostrando una cartuccia per la caccia al cinghiale – e con un calibro di questo tipo gli uccelli rischiano di morire per infarto. Noi difendiamo tutti gli animali». (m.g.)
 

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