La reggiana ortopedico e atleta in missione in Eritrea per curare i bambini
Il medico Valentina Montemaggiori è partita per Asmara: «Per dieci giorni opererò i bambini nati con i piedi torti»
REGGIO EMILIA. La valigia è già pronta. Anzi, è sempre pronta. Il 10 marzo Valentina Montemaggiori, medico ortopedico pediatrico in servizio all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, è ripartita per l’Eritrea, dove resterà una decina di giorni. Come fa due volte l’anno, per fare volontariato nell’ospedale di Halibet in Asmara. Un vecchio ospedale costruito al tempo dell’occupazione italiana, dove compie interventi chirurgici su bambini che altrimenti resterebbero segregati a vita in casa.
Un po’ per la vergogna dei familiari di mostrare un figlio disabile, un po’ perché non camminando, questi bambini non possono andare a scuola e quindi il loro futuro sarebbe quello di essere dei reclusi e degli esclusi a vita.
«Sono nata con la valigia pronta. È da trent’anni che viaggio. A soli 19 anni ho deciso di seguire le mie due passioni, la medicina e la pallamano. Da Roma mi sono spostata a Ferrara, dove ho potuto laurearmi e continuare a giocare e dove ho incontrato mio marito», dice Valentina, che è l’unico medico specializzato in Ortopedia Pediatrica del nostro Arcispedale.
Da una decina di anni dedica gran parte delle sue ferie a fare volontariato in Eritrea con l’associazione “Annulliamo la distanza” e se capita una qualche emergenza in giro per il mondo, prende e parte per prestare aiuto. Come ha fatto nel 2010, per il terremoto che ha spazzato Haiti.
Ma il suo lavoro quotidiano è nel Reparto di Ortopedia del nostro Arcispedale, dove i bambini hanno imparato che Valentina è un gigante buono.
Un donnone alto, come viene spontaneo pensare nel pronunciare il suo cognome: Montemaggiori, di una gentilezza e di una dolcezza disarmante. Un fisico atletico, possente, capace di lanciare lontanissimo il “martellone”, l’attrezzo utilizzato nei campionati italiani Master di atletica, che pesa quasi 10 chili. La disciplina in cui Valentina è vice campionessa italiana, con la medaglia d’argento conquistata due settimana fa ad Ancona.
Ma le mani di Valentina che lanciano giavellotto, martello e peso, sanno anche diventare uno strumento delicatissimo quando devono curare i piedi di bambini con disabilità e che grazie a lei possono tornare a camminare.
«Sono arrivata a Reggio nel 2003 e ormai mi sento reggiana – rimarca – Mi ha chiamato il dottor Paolo Costa mentre mi stavo specializzando in Ortopedia e mi sono ritrovata a collaborare con il dottor Sandro Reverberi nel curare i bambini con disabilità. Non ho più smesso, né ho intenzione di farlo».
La sua specializzazione, come dice lei stessa, «è stata acquisita sul campo» e la porta con sé ad Asmara, dove nell’ambito del progetto umanitario “Annulliamo la distanza”, si occupa dei bambini che nascono con i “piedi torti”.
Nascono cioè con i piedi in posizione fetale e, senza un intervento chirurgico appropriato, non possono camminare perché hanno i piedi rivolti all’interno.
«Una patologia – spiega – che in Italia è curata dalla nascita senza intervenire chirurgicamente, mentre in Asmara mi occupo di bambini dai 5 ai 10 anni che nessuno ha curato e che devono essere operati. E lo faccio nell’ospedale in cui nel 2005 l’associazione ha creato le strutture e sale operatorie adeguate».
Valentina Montemaggiori è solo una dei medici reggiani che dedicano le loro ferie a fare volontariato. «Nel mio Reparto ci sono altri tre colleghi che vanno in Congo», dice Valentina, ricordando di aver «conosciuto l’associazione “Annulliamo la distanza”, grazie a tre amici geologi». Ed è da lì che è iniziata un’esperienza che non esita a definire «molto appagante».
«Quando torno a casa – racconta ancora la dottoressa – mi sento ricca, ricchissima, come succede quando fai qualcosa di utile per gli altri».
Ma, purtroppo, non accade sempre così. Qualche volta sono la tristezza e l’impotenza a prevalere. «Come quando mi sono trovata nell’impossibilità di aiutare due bambine colpite da scoliosi grave e che necessitano di interventi che non è possibile effettuare ad Asmara e dovrebbero venire in Italia».
Un’altalena di emozioni e stati d’animo che vive anche come medico in ospedale a Reggio, quando è alle prese con i bambini con disabilità che segue quotidianamente.
«Il nostro lavoro – sostiene – serve a migliorare la loro vita, ma non sempre si riesce a guarirli e non è sempre facile farlo comprendere ai loro genitori».
L’impegno di Valentina Montemaggiori non si limita al volontariato in Eritrea, si occupa anche di emergenza e fa parte di un’associazione di Protezione Civile che è stata creata per intervenire in caso di catastrofi nel mondo. E se poi le chiediamo se in mezzo a tutti questi impegni le resta un po’ di tempo per sé? La sua risposta è immediata: «Quel poco che mi resta lo dedico allo sport». Con buona pace di suo marito Enrico, che spesso l’accompagna in giro per l’Italia.
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