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Rissa alla riunione di condominio

Rissa alla riunione di condominio

Necessario l’intervento di carabinieri e 118, per uno dei due contendenti prognosi di sette giorni

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REGGIO EMILIA. Se il pianerottolo è la palestra di malumori e dispetti tra vicini, la riunione di condominio diventa il ring dove si sfoga la rabbia dei vicini di casa, costretti a sopportarsi a vicenda. Non è stato pugilato professionistico certo, ma un’accesa lite quella che si che si è consumata lunedì sera negli uffici di un amministratore di condominio, dove si stava svolgendo un’assemblea di un palazzo di Reggio Emilia.

Anche se all’ordine del giorno non c’erano i dissapori che covavano tra due condomini, a un certo punto dell’assemblea i contendenti hanno incominciato a discutere dei reciproci disturbi che erano “costretti” a vivere quotidianamente nei rispettivi appartamenti. Fastidi banali, ma incancreniti da anni di sopportazione, dispetti e problemi mai risolti: rumori causati da chi cammina con i tacchi e bambini che urlano.

Così i due vicini, che covavano un forte rancore l’uno per l’altro, hanno cominciato a urlarsi contro in modo sempre più violento finché non sono venuti alle mani. Quello che ha avuto la peggio è poi caduto a terra, rimanendo ferito tanto da dover richiedere l’intervento del personale del 118. L’ambulanza, giunta sul posto, lo ha quindi portato al Santa Maria Nuova dove è stato medicato: per lui 7 i giorni di prognosi.

Momenti fortemente esasperati che, onde evitare che si degenerasse ulteriormente, oltre ai medici hanno visto l’intervento dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia. Tanta era l’acredine e l’odio reciproco fra i due che anche per i militari non è stato semplice fare da arbitri e solo con fatica gli uomini dell’Arma, ormai purtroppo abituati e allenati a questo tipo di necessità, sono riusciti a ricondurli alla ragione.

Un episodio, questo, che si aggiunge alla lunga lista di dissidi all’interno delle mura domestiche o fra vicini di casa.

Un fenomeno in preoccupante crescita in tutta Italia così come a Reggio Emilia, tanto da far parlare di un vero e proprio boom di liti condominiali nel territorio reggiano, in città così come in provincia. Solo pochi giorni fa, ad esempio, gli stessi carabinieri sono dovuti intervenire in un appartamento di Correggio per separare due coinquilini, uno dei quali si era armato con un coltello per minacciare la controparte, colpevole di volerlo cacciare di casa. In questo caso l’epilogo è stata la denuncia dell’uomo per il reato di minacce aggravate.

Una tipologia di interventi alla quale i carabinieri prestano da diverso tempo molta attenzione. Spesso infatti queste litigiosità sono l’anticamera di reati molto più gravi che, nei casi più estremi, possono sfociare anche nell’omicidio, come accaduto a Reggiolo. Per questo i militari reggiani, quando vengono chiamati a gestire dei dissidi familiari o condominiali, effettuano degli accertamenti sulle persone coinvolte e verificano la presenza di armi denunciate in casa. In caso di riscontro positivo, eventualità che capita piuttosto di frequente, dispongono il ritiro precauzionale delle armi e successivamente chiedono alla prefettura la revoca della licenza. (l.g.)

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