Gazzetta di Reggio

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All’Istituto Peri in cantiere il nuovo “polo delle arti”

di Leonardo Grilli
All’Istituto Peri in cantiere il nuovo “polo delle arti”

Tracciati in commissione il bilancio e gli obiettivi futuri del conservatorio  Il direttore Marco Fiorini: «Percorsi strutturali assieme a Teatri e Ater Balletto»

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REGGIO EMILIA. «In Italia ci sono il doppio dei conservatori degli altri Paesi e arriverà il momento in cui alcuni di questi si aggregheranno, altri ancora dovranno chiudere». Lo ha detto chiaramente, martedì sera in commissione cultura in Comune, il presidente dell’Istituto musicale Peri-Merulo. Una riunione predisposta appunto per tracciare il bilancio di questa realtà artistica reggiana e, in primis, chiarirne i progetti e le prospettive di sviluppo future. Soprattutto in vista della non molto lontana statizzazione prevista nella legge “Buona scuola”.

E in circa due ore e mezza di discussioni, presentazioni e progetti, sembra proprio che l’evoluzione del Peri passerà da questo punto: la transizione di circa 25 dipendenti di ruolo sotto le ali del ministero, che provvederà a finanziare i loro stipendi. Questo produrrà nel bilancio dell’Istituto un risparmio annuo di circa 1,5 milioni di euro. Bilancio che attualmente viene in gran parte rimpinguato dalle casse del Comune di Reggio Emilia (1 milione e 356mila euro nel 2016) e di Castelnovo Monti (604mila euro) proprio per coprire i costi degli insegnanti, la spesa maggiore che il Peri-Merulo sostiene ogni anno.

Ma ora, quando il percorso di statizzazione sarà terminato, se le amministrazioni comunali continueranno a erogare i loro fondi questi potranno essere reimpiegati in percorsi di eccellenza. Primo dei quali, secondo il direttore Marco Fiorini, il tanto citato “politecnico delle arti”, ora chiamato “polo”. «È un progetto che non abbiamo mai abbandonato – ha spiegato martedì alla commissione – e che intendo proseguire con forza così come ho dichiarato nella mia prima intervista alla Gazzetta di Reggio».

Il polo delle arti in sostanza, così come concepito nelle idee del Comune, dovrebbe diventare un ente di alta formazione in campo artistico che comprenda tutte le arti cosiddette “performative”: quindi musica, balletto e anche teatro di prosa. Un progetto che concretamente dovrebbe comportare una fusione, o quantomeno una più assidua e strutturata collaborazione, fra Peri, Fondazione Teatri e Aterballetto.

«Dei passi avanti li abbiamo già fatti – prosegue il direttore dell’istituto musicale – con diverse esperienze di fusione fra queste arti. Ma dobbiamo elaborare un percorso di carattere strutturale, gli eventi estemporanei vanno bene ma serve un’impalcatura che regga nel tempo. E in questo senso quel milione e mezzo circa di risparmio potrà essere investito proprio in questo modo, perché senza dubbio il futuro è il polo delle arti».
 

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