Gazzetta di Reggio

Reggio

novellara 

Dialogo tra i sikh e i cristiani tra punti in comune e differenze

di Vittorio Ariosi
Dialogo tra i sikh e i cristiani tra punti in comune e differenze

NOVELLARA. In preparazione delle prevista prossima conferenza nazionale per il dialogo interreligioso fra sikh e cristiani, al tempio di Novellara si è tenuto un incontro sul tema, promosso dalla...

3 MINUTI DI LETTURA





NOVELLARA. In preparazione delle prevista prossima conferenza nazionale per il dialogo interreligioso fra sikh e cristiani, al tempio di Novellara si è tenuto un incontro sul tema, promosso dalla Sikh Sewa Society, un’organizzazione no-profit di giovani sikh, con sede a Novellara fondata nel 2010 con l’obiettivo di promuovere il dialogo fra la cultura sikh e le altre culture religiose presenti in Italia. E in particolare, per una maggior integrazione fra i sikh e i cristiani, sulla base dell’assunto che la conoscenza reciproca è il più efficace antidoto contro un male antico e pericoloso: il razzismo. Fra l’altro si propongono di far comprendere alle istituzioni e alle persone il significato «delle Cinque K e del turbante, che non costituiscono solamente aspetti esteriori e folcloristici, ma simboli carichi di un forte carattere identitario nell’ambito della tradizione sikh».

All’incontro erano presenti, oltre all’assessore comunale alla Cultura Marco Battini e al presidente del tempio di via Bandini Joginder Singh, diversi rappresentanti di entrambe le religioni. A introdurre e a coordinare il confronto don Cristiano Bettega, dell’Ufficio nazionale per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza Episcopale italiana, e padre Santiago, del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. Si è parlato degli aspetti che accomunano e che differenziano le due religioni. Una, il Cristianesimo, bimillenaria, con miliardi di fedeli sparsi in tutto il mondo. L'altra, il Sikhismo, relativamente recente, con poche decine di milioni di fedeli, principalmente concentra nella regione indiana del Punjab; fondata 5 secoli e mezzo fa in una regione dell'India dilaniata allora da feroci lotte fra mussulmani e indù. Entrambe monoteiste, ma con molte differenze. I sikh, a differenza dei cristiani, credono nella reincarnazione, non ammettono le immagini sacre per evitare l'idolatria, non hanno un clero codificato, non fanno proselitismo perché considerano tutte le religioni come “fiori diversi dello stesso giardino di Dio”. Esteriormente i “battezzati” sikh si distinguono per i “cinque K” e per il turbante. I cinque K sono simboli religiosi così detti perché il loro nome comincia con la lettera K: Kesh (capelli lunghi, non tagliati, come segno di ascolto del volere di Dio), Kanga (un pettine, segno di pulizia), Kara (un braccialetto di acciaio, simbolo della forza infinita di Dio), Kaccha (mutandone lunghe, segno di continenza), Kirpan (un pugnaletto ricurvo, non un’arma ma un simbolo di giustizia). I primi quattro non comportano problemi, ma il Kirpan in Italia rimane una questione irrisolta. Più volte posta nelle aule di giustizia, con esiti contrastanti; perché quella che per i sikh è un simbolo religioso, per la legge italiana rimane un'arma vietata. Nella pianura padana, i sikh hanno cominciato ad arrivare dopo il 1984, per sfuggire all’ondata di violenza scatenato in quell’anno in India contro di loro.

Con la fama di lavoratori seri e affidabili, hanno significativamente contribuito a sopperire alla carenza di manodopora autoctona che già affliggeva le nostre campagne, in particolare nelle stalle. A Novellara il tempio sikh (Gurdwara) è il più grande dell'Europa continentale. È stato inaugurato nel 2000 dal presidente della Commissione Europea Romano Prodi. Da allora i sikh del tempio hanno condiviso con la comunità cattolica locale tutte le principali feste religiose e non solo. A fianco del monumento alla Resistenza, hanno posto una lapide che ricorda i sikh caduti combattendo, durante la seconda guerra mondiale, per liberare l'Italia e il mondo dal nazifascimo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google