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Reggio Emilia, Gavasseto e Due Maestà: anche qui si balla coi lupi

di Luciano Salsi
Reggio Emilia, Gavasseto e Due Maestà: anche qui si balla coi lupi

L’animale è stato avvistato da un residente: «Quando ho chiamato i carabinieri avevo paura che mi chiedessero se avevo visto anche Cappuccetto Rosso» 

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REGGIO EMILIA. La voce corre nei bar e nei negozi della zona: un lupo è stato avvistato martedì da diverse persone nella campagna tra Gavasseto e Due Maestà. Che fosse un animale dalle sembianze lupesche è cosa certa. Qualcuno l'ha fotografato di lontano mentre corre su un prato, più disorientato che minaccioso. Non si può dire che le mamme, terrorizzate, abbiano chiuso i bambini in casa, nè che i cacciatori delle due frazioni, allarmati, abbiano incominciato a prendere di mira ogni cane somigliante al suo cugino selvatico.

È tanta, però, la meraviglia e la preoccupazione per la discesa in pianura di un predatore che negli ultimi anni è ricomparso nel territorio reggiano, ma soltanto in montagna e in collina. Anche chi l'ha visto teme di essere considerato un visionario, data la facilità con cui un cane inselvatichito o un ibrido può essere scambiato per il lupo appenninico, il canis lupus della varietà italica. «Quando ho avvisato i carabinieri forestali – confida scherzando Marco Fossile, residente a Gavasseto – avevo paura che mi chiedessero se avevo visto anche Cappuccetto Rosso e mi facessero la prova del palloncino! Penso che la bestia fosse calata nella nostra zona inseguendo i caprioli che ogni tanto vediamo».

L'unica certezza è che l'animale ha continuato ad aggirarsi nei paraggi per tutta la mattinata. «La prima volta – riferisce Fossile – l'ho visto intorno alle 7,15 tra Gavasseto e la via Emilia. Ha attraversato la strada e s'è diretto correndo verso la città. Poi l'ho veduto di nuovo all'incirca alle 11,30 vicino al passaggio a livello, tra Gavasseto e Due Maestà. Non aveva un atteggiamento aggressivo. Sembrava, invece, disorientato. Forse era stato spaventato dai cacciatori». Il fatto che si fosse avvicinato alla città, a poca distanza dai quartieri residenziali e dai parchi frequentati dai bambini, non poteva lasciare tranquilli gli avvistatori. «Poco lontano – spiega Sottile – c'è il parco delle Acque Chiare. Ho deciso di avvisare i carabinieri forestali per salvaguardare le persone e lo stesso lupo. Io amo la natura e gli animali. Desideravo che fosse riportato nel suo ambiente, sull'Appennino».

Le ricerche, però, hanno avuto esito negativo. Sicuramente la bestia non ha provocato i danni di cui spesso si lamentano gli allevatori. Non ha neppure sbranato galline, come ha fatto poco tempo fa una volpe a San Maurizio. Ha soltanto sollevato una paura ancestrale, che gli esperti ritengono esagerata. Il lupo, infatti, è un animale che teme l'uomo ed è meno pericoloso di tanti cani. Il rischio maggiore è che possa trasmettere la rabbia con uno dei suoi rarissimi assalti provocati da questa malattia.
 

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