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Mapei replica ai Piazza «Basta intimidazioni»

di Jacopo Della Porta
Mapei replica ai Piazza «Basta intimidazioni»

La multinazionale risponde alle dichiarazioni dei proprietari della Reggiana «Ci devono 575mila euro. L’affitto? È il 2,9% dei costi della società granata»

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REGGIO EMILIA . Un lungo comunicato per rispondere alla Reggiana sul tema dell’affitto dello stadio e sottolineare che il debito maturato da via Mogadiscio ammonta oggi a 575mila euro. Una nota che arriva dopo la conferenza stampa di Mike Piazza ma anche gli striscioni affissi a Sassuolo (davanti alla sede della Mapei e dello stadio Ricci) e l’annuncio dei tifosi granata che il 24 marzo sfileranno per Reggio.

Mapei ieri ha diramato una nota per conto della controllata Mapei Stadium, proprietaria dell’omonimo stadio di Reggio.

«Le affermazioni dei signori Piazza circa presunti “ricatti” da parte di Mapei nei confronti di Ac Reggiana - si legge nel documento - e il clima intimidatorio che gli stessi hanno volutamente creato contro Mapei, Mapei Stadium, Sassuolo Calcio e i loro rappresentanti, riferendo circostanze assai lontane dalla realtà evidentemente al fine di addossare ad altri le cause delle perdite accumulate dalla loro società, ledono il nome e l'immagine di Mapei e costituiscono un inaccettabile comportamento in relazione al quale i danneggiati si riservano ogni più opportuna iniziativa nelle competenti sedi, ferme restando le azioni che Mapei Stadium adotterà a tutela del proprio ingente credito».

La società ricorda le vicende che hanno portato all’acquisto dell’impianto, il fallimento della Mirabello 2000 nel 2005, la partecipazione all’asta del 2014, che con un esborso di 3,75 milioni porto in dote al Sassuolo il Città del Tricolore.

Mapei ricorda gli «ingenti investimenti, per oltre 8.200.000 euro», che hanno trasformato «una struttura ormai fatiscente in un impianto fra i più apprezzati del campionato di Serie A e utilizzato anche per partite della Nazionale e di Europa League».

La società sottolinea che il Sassuolo ha giocato in affitto, pagando per due stagioni 850mila euro l’anno ai granata e di aver poi corrisposto quando ha comprato lo stadio 1,3 milioni di euro alla Reggiana «per i costi in precedenza sostenuti per lo stadio».

Venendo all’affitto di oggi, si legge, «da quando il signor Piazza ha acquisito la maggioranza delle quote il corrispettivo per l’utilizzo dello stadio è passato da 250.000 a 280.000 euro, con contratti regola rmente negoziati e stipulati, e quindi deve ritenersi del tutto falso che vi sia stato un raddoppio dei costi. Mapei Stadium ha comunque sempre addebitato alla Reggiana in misura solo minimale (13,7%) gli ingentissimi costi di manutenzione e gestione dello stadio - tutti peraltro documentabili - per cui devono pure ritenersi false e diffamatorie le affermazioni dei coniugi Piazza secondo cui Mapei vorrebbe “lucrare” sulla gestione dello stadio».

La multinazionale parla di «toni e le parole sprezzanti dei coniugi Piazza» e non rinuncia a un passaggio sarcastico. «Come si può facilmente rilevare dal web hanno tentato di acquistare altre società calcistiche come il Como, il Palermo, il Parma (già, proprio il Parma nemico giurato dei tifosi della Reggiana) per poi fermarsi verso la metà del 2016 alla Reggiana, per la quale adesso fanno battere forte il loro cuore granata». Mapei fa poi riferimento alle parole di Stefano Compagni, che ha detto di aver informato Piazza di ogni cosa prima del suo insediamento e ipotizza che la due diligence che ha preceduto l’acquisto abbia evidenziato tutte le situazioni in essere.

Per Mapei la presa di posizione della Reggiana è strumentale. A fronte di 9,9 milioni di costi certificati dall’ultimo bilancio, lo stadio «incide per il 2,90%, percentuale pertanto irrisoria e lungi dal costituire quello che è definito “un insostenibile tributo”!».

La proprietà dello stadio riferisce di aver «pazientemente atteso un piano di dilazione che, arrivato solo nel novembre 2017, si è rivelato inaccettabile in quanto proponeva un azzeramento d i oltre il 50% del credito e una rateazione di 10.000 euro mensili e con un'ulteriore fantasiosa proposta del febbraio 2018 è arrivata a chiedere la compensazione dell’intero debito con il corrispettivo di un contratto di sponsorizzazione da stipularsi con una società del Gruppo Mapei».

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