«Solo ora il sindaco vuole il dialogo»
Quattro Castella: Legambiente replica dopo la tesa battuta al cinghiale in oasi
QUATTRO CASTELLA. «Il sindaco è proprio sicuro di avere risposto a tutti? No, perchè a me non è arrivata nessuna risposta, eppure la mail l’ho spedita il 12 marzo alle ore 16:54. Certo una mail può sfuggire, ma anche ad altri mi risulta non sia stata data risposta. È stata data una risposta in modo selettivo?»
Così Clizia Ferrarini di Legambiente Val d’Enza replica al primo cittadio di Quattro Castella dopo la seconda giornata di battuta di caccia al cinghiale, sfociata in un duro confronto con alcuni animalisti che hanno per alcune ore bloccato l’azione dei cacciatori, che erano autorizzati a sparare ai cinghiali nell’oasi del Bianello. «Ora è disposto ad incontrare e spiegare? Prima no? Eppure era piuttosto prevedibile che ci fosse polemica ed era piuttosto prevedibile che come l’altra volta si chiedessero dati certi. Ecco ciò che si chiede e pretende da chi ci amministra - va avanti la nota della Ferrarini – Da chi decide sulla vita o morte di decine di animali, su chi decide che un'oasi possa diventare “campo di battaglia”. Ricordiamo che in questo zona ci sono animali protetti dall'Europa, allora quando serve ci si vanta di avere un’oasi e un Sito di Interesse Comunitario e quando non serve non si fanno nemmeno valutazioni di impatto ambientale?». «Ecco la parola magica: urgenza - prosegue - Solitamente è urgente ciò che non è prevedibile. A noi sembra molto prevedibile che i cinghiali facciano cuccioli. Nessuno si è accorto qualche mese fa del problema? Sembra quasi che come un terremoto siano spuntati dal nulla 200 cinghiali e d’urgenza si è dovuti intervenire. Certo che è particolare il fatto che per anni i cinghiali siano stati qualche decina. Nel 2016 la polizia provinciale ci scrive che erano circa 30/40. Nel giro di un anno i cinghiali sarebbero arrivati a 200. Sono aumentati del 700%, per altro un’esplosione demografica in un periodo di forte siccità. Cos'è successo? La caccia di selezione ha funzionata da Viagra per i cinghiali?». «Di fatto il carattere d'urgenza ha impedito a chiunque di poter richiedere gli atti, di potersi confrontare e di portare soluzioni alternative al massacro. E ora il sindaco dice che è disposta ad incontrare e spiegare - sottolinea la Ferrarini - Si potrebbe pensare che forse si sperava che la notizia non si diffondesse; che per fissare le date della battute si siano aspettate le elezioni. Se dopo la battuta al cinghiale in oasi del 2010 e dopo quella del 2016 il problema permane, dovrebbe venire il dubbio che la soluzione proposta è errata. I “cinghialari” che venerdì hanno fatto la caccia sono gli stessi di martedì? Come sono stati scelti? Sono gli stessi del 2016?». E conclude: «Sono morti 21 cinghiali e denunciate 5 persone che tentavano di salvargli la vita. Con un certo ribrezzo abbiamo letto delle “battute non mancano soprattutto nei confronti della ragazza che fa parte del quintetto animalista”. Chi è intervenuto per dire di avere rispetto per lei in quanto donna? Il sindaco o chi era lì in rappresentanza dello Stato non si è sentito in dovere di intervenire o di scusarsi? O forse una donna animalista vale meno?».
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