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Trovato morto su un’auto l’ex rettore Loris Borghi

Trovato morto su un’auto l’ex rettore Loris Borghi

Cittadino onorario di Castelnovo Monti, aveva guidato l’Università di Parma Si era dimesso nel maggio dello scorso anno in seguito all’inchiesta “Pasimafi”

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CASTELNOVO MONTI. Ha scioccato anche la comunità di Castelnovo Monti la notizia, diffusasi nel pomeriggio di ieri, della morte di Loris Borghi, rettore dell’Università di Parma fino allo scorso maggio, poi dimessosi anche a seguito dell’indagine a suo carico con l’accusa di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Pasimafi”. A gennaio di quest’anno, invece, nei suoi confronti era stato chiesto il rinvio a giudizio per un’altra vicenda: le nomine di Tiziana Meschi a primario e poi a capo del dipartimento geriatrico di Parma. Borghi è stato trovato morto a bordo di un’auto, sotto il cavalcavia di Baganzola, in provincia di Parma, forse in seguito a un gesto estremo. La notizia della sua tragica morte ha colpito molto i tanti che lo conoscevano a Castelnovo Monti: qui Borghi ha ancora numerosi parenti ed aveva ricevuto la cittadinanza onoraria nel 2013, consegnata dall’allora sindaco Gianluca Marconi.

Nato a Palanzano il 15 febbraio 1949, si era rasferito da bambino con la famiglia a Castelnovo Monti, dove ha frequentato le scuole dell’obbligo fino al Ginnasio. Borghi ha avuto anche importanti ruoli amministrativi a Castelnovo: è stato consigliere comunale dal 1970 al 1980 (quando si dimise peraltro, a subentrargli come primo dei non eletti in Consiglio fu l’attuale sindaco, Enrico Bini) poi presidente del Consorzio socio sanitario dell’Appennino, mentre avviava anche la carriera medico scientifica presso l’Università di Parma.

Quando ricevette la cittadinanza onoraria, al teatro Bismantova, spiegò la sua storia, ma anche il suo profondo senso di appartenenza all’Appennino: «Sono nato in una casa isolata, sulle sponde parmigiane dell’Enza. Mia madre era maestra e mio padre commerciante di bestiame. Mia madre aveva 45 anni e io ero il terzo figlio, per quei tempi giunto in tarda età. I miei fratelli erano stati chiamati Michele e Gabriele (che vive ancora a Castelnovo Monti ed è il padre dell’attuale assessore al Turismo e Commercio del capoluogo appenninico, Chiara Borghi, ndr) ed io, per logica e volontà paterna, mi sarei dovuto chiamare Raffaele, come il terzo arcangelo. Invece fui Loris per desiderio di mia zia Olga, moglie di mulattiere, mia levatrice per l’occasione e, in seguito, veramente molto di più. Qui in montagna ho passato la mia infanzia e la mia giovinezza, qui da ragazzino mi svegliavo tutte le notti alle 4 per vedere se finalmente era arrivata la neve, qui ho imparato a leggere e a scrivere, qui ad arrampicarmi correndo pericoli inconsapevoli, qui ho conosciuto quattro persone importanti che mi hanno insegnato tante cose da punti di vista tra loro molto diversi: il parroco don Mario Gasparini, il maestro Remo Torlai, l’onorevole Pasquale Marconi e il sindaco Giuseppe Battistessa. Qui per la prima volta ho studiato e vissuto la politica, qui ho lavorato per una nuova Montagna, qui ho compreso che cosa significhi appartenenza e rispetto per le istituzioni, qui ho capito che cosa voglia dire fatica e senso di responsabilità e qui, sotto questa terra, riposano i miei cari».

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