«Venne a Reggio solo nel 1994 al battesimo del primo nucleo»
REGGIO EMILIA. «Mario Pianesi? A Reggio Emilia venne soltanto una volta, nel lontano 1994, per tenere a battesimo quello che era il primo nucleo del circolo Upm. In seguito non è più tornato,...
REGGIO EMILIA. «Mario Pianesi? A Reggio Emilia venne soltanto una volta, nel lontano 1994, per tenere a battesimo quello che era il primo nucleo del circolo Upm. In seguito non è più tornato, nonostante per alcuni anni l’Upm di Reggio fosse il primo, in Italia, per numero di iscritti: a dimostrazione dell’autonomia dei singoli circoli». Sabino Caldelari, ex sindacalista Cgil, è la memoria storica della macrobiotica pianesiana in città.
Sotto la sua guida, come ex capozona, da quel piccolo gruppo di persone del ’94 sono nati il ristorante-circolo di via Roma nel 2001 e il circolo Upm di Correggio, sotto la galleria Politeama, nel 2004, con l’obiettivo di intercettare la richiesta proveniente anche dal Modenese (l’Upm non esiste né a Modena né a Parma).
Soldi alla segreteria? Caldelari, che oggi si occupa di progetti divulgativi, replica: «Noi a Reggio abbiamo sempre seguito le leggi e pagato le tasse come fa ogni associazione. I reggiani che vengono da noi ogni giorno ci conoscono e sanno che tutto è alla luce del sole». Caldelari ci tiene a sottolineare che «Upm è un’associazione non profit, non a scopo di lucro. Nessuno di noi si è arricchito con la macrobiotica, anzi. Il nostro obiettivo è diffondere una filosofia e uno stile di vita più naturale, non solo nell’alimentazione. E i reggiani ci hanno sempre apprezzato».
Tra l’altro, dopo 17 anni in via Roma, a Pasqua l’Upm si trasferirà in via Adua, di fronte alla Coop Le Vele. (am.p.)
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