La nipote del rettore Loris Borghi «Caro zio, sei il nostro orgoglio»
CASTELNOVO MONTI. Un’ emozione forte ha suscitato a Castelnovo la notizia della tragica morte di Loris Borghi, ex rettore dell’università di Parma, trovato senza vita mercoledì pomeriggio, nella sua...
CASTELNOVO MONTI. Un’ emozione forte ha suscitato a Castelnovo la notizia della tragica morte di Loris Borghi, ex rettore dell’università di Parma, trovato senza vita mercoledì pomeriggio, nella sua auto, a Baganzola. Un ricordo commosso di Borghi è stato tracciato dal sindaco di Castelnovo, Enrico Bini, che ne ha ricordato il forte legame con il territorio. «Siamo rimasti fortemente costernati – ha affermato Bini – e credo di poterlo dire a nome dell'intera comunità di Castelnovo, nell'apprendere la notizia della tragica scomparsa di Loris Borghi che aveva condotto una brillante carriera medica e universitaria a Parma, ma era di Castelnovo, anche al di là della cittadinanza onoraria conferitagli dal sindaco Gianluca Marconi nel 2013. Era legato al nostro e suo paese – prosegue Bini – da un forte senso di appartenenza, che aveva raccontato anche in occasione di quella cerimonia. Qui risiedono i suoi parenti, il fratello Gabriele, i nipoti tra i quali il nostro sssessore al commercio e all'ambiente, Chiara Borghi, ai quali trasmettiamo la nostra vicinanza e un forte abbraccio». Conclude Bini: «Personalmente ho avuto modo di conoscere Loris Borghi all'inizio del mio impegno politico: la mia prima esperienza da consigliere comunale coincise con gli ultimi tempi della sua attività in Comune a Castelnovo. Fu infatti consigliere comunale dal 1970 al 1980, poi presidente del Consorzio socio sanitario dell’Appennino, mentre avviava anche la carriera medico-scientifica all’Università di Parma. Lo ricordo come una persona gentile, brillante, disponibile, fiero del suo essere montanaro. Il suo discorso in occasione della cittadinanza onoraria si era rivolto in particolare ai giovani, ed era stato fortemente ispirato e motivante. Conserveremo questo suo ricordo e le sue parole di affetto e incitamento per i nostri ragazzi».
Ancor più intimo e toccante il ricordo affidato ai social proprio dalla nipote, Chiara Borghi: «Carissimo zio, sei sempre stato il nostro grande orgoglio, un orgoglio grandissimo e anche oggi lo sei, anche nel dolore che ci hai lasciato. La tua onestà, il tuo dedicarsi agli altri, ai tuoi pazienti, ai giovani dell'Università. Solo un uomo buono e onesto non poteva trovare spazio in un mondo così squallido e crudele. E proprio la tua integrità ti ha portato a questo gesto di dolore, così estremo e tragico».
Conclude Chiara Borghi: «A chi ti conosceva o a chi ha avuto a che fare con te, non c'era nulla da dimostrare. Tutti sappiamo che uomo sei. Un uomo grande, zio carissimo, un uomo di cui essere fieri e di cui raccontare ai nostri bambini, a chi non ha avuto l'onore di incontrarti nella sua strada. Perché scrivo di Facebook? Perché voglio che il mondo sappia che persona meravigliosa sei e sei sempre stata».
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