La Provincia di Reggio Emilia torna ad assumere
Manghi: «Prime figure un dirigente finanziario, un tecnico e un poliziotto»
REGGIO EMILIA. «La Provincia finalmente esce da un clima di incertezza per proiettarsi su un futuro istituzionale che potrà essere disegnato dal legislatore in modo propositivo e orientato al rilancio, soprattutto se dal territorio arriveranno stimoli e proposte».
È il commento di Giammaria Manghi presidente della Provincia di Reggio Emilia e dell'Upi (Unione delle province d’Italia) regionale, dopo l'ok di ieri del consiglio provinciale di Palazzo Allende (con otto voti favorevoli e un'astensione) al «piano di riassetto organizzativo, finanziario e patrimoniale dell'ente».
Come molte altre amministrazioni, anche quella reggiana non aveva mai predisposto il documento previsto dalla legge di stabilità del 2015, a causa della travagliata situazione dell'ultimo triennio, che ha impedito qualsiasi tipo di programmazione.
«Proprio per questo la discussione di oggi in consiglio assume particolare valore: non si tratta del semplice adempimento di un obbligo normativo, ma di dare risposta all'esigenza di definire nel nuovo contesto gli obiettivi che la Provincia intende darsi e gli strumenti attraverso i quali raggiungerli», spiega Manghi.
La prima azione, aggiunge il presidente, sarà rimpinguare la pianta organica scesa dal 2013 da 391 a 161 unità. In dettaglio le prime assunzioni riguarderanno «un dirigente a tempo indeterminato per l’area finanziaria (mediante concorso), un agente di polizia provinciale, un tecnico per il servizio infrastrutture e un custode per il parco di Roncolo».
Tra gli obiettivi strategici Manghi cita invece «il rafforzamento del ruolo della Provincia come “casa dei comuni”, una veste con cui già in questi tre anni l'ente ha svolto un prezioso ruolo di coordinamento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
