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Sciopero confermato oggi alla Don Cavalletti

di Adriano Arati
Sciopero confermato oggi alla Don Cavalletti

Carpineti, i lavoratori della Asp si fermano contro il rischio-privatizzazione Cgil, Cisl e Uil: «Bene l’apertura al confronto, ma ancora non sappiamo i temi»

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CARPINETI. Lo sciopero all’Asp Don Cavalletti rimane, nonostante l’apertura da parte dei Comuni. Lo assicurano le sigle di categorie della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, che confermano le otto ore di sciopero proclamate per venerdì 16 come protesta contro la possibile esternalizzazione dei servizi della casa protetta di Poiago e dell’assistenza domiciliare in carico all’Asp Don Cavalletti. L’Asp (azienda di servizi alla persona) da anni ha forti perdite di bilancio, attorno ai 100 mila euro annui, e i Comuni soci stanno valutando l’ipotesi di affidare a cooperative di settore la gestione diretta dei servizi, così da risparmiare sui costi e investire le risorse nella manutenzione del patrimonio immobiliare.

Una strada che ha generato da mesi polemiche e proteste di maestranze e sindacati. Nel frattempo, anche per gestioni interne del personale, Castelnovo Monti, Vetto e Casina hanno già affidato a soggetti terzi il servizio di assistenza domiciliare. Nei giorni scorsi gli enti soci hanno avevano annunciato la volontà di riaprire un tavolo di discussione, in cui ragionare da qui sino a fine aprile, sulle possibili strade da percorrere per mantenere pubblica la gestione dei servizi. Un’apertura di dialogo indicata in precedenza come una priorità da sindacati e lavoratori. Ma questo passo, almeno per ora, non è sufficiente a bloccare la mobilitazione già annunciata per il 16 marzo, quando ci saranno 8 ore di sciopero che vanno ad aggiungersi allo stato di agitazione attivato da settimane.

«Accogliamo positivamente la volontà da parte dei Comuni dell’Unione di riaprire il confronto sulla riorganizzazione dell’Asp – annunciano i sindacati reggiani –. Tuttavia, ad oggi, non avendo ancora condiviso temi quali, ad esempio, la ristrutturazione dell’immobile, ma soprattutto l’esternalizzazione del servizio di assistenza domiciliare, sosteniamo lo sciopero a sostegno della salvaguardia della natura pubblica dei servizi socio-assistenziali di tutto il distretto».

Il tema rimane sempre quello, il presidio pubblico di un territorio fragile, con una popolazione sempre più anziana e sempre in calo numerico. «Come abbiamo più volte ribadito, la montagna più che altri territori, ha dei bisogni che vanno rilevati, monitorati e soddisfatti. Avere e mantenere in futuro una struttura che cerca di dare questo tipo di risposta è fondamentale per la tenuta dei servizi stessi e nello stesso tempo per le comunità che vivono sul territorio», continuano Cisl, Cgil e Uil. Il discorso non vale solo per l’Asp: «Siamo convinti che ci debba essere una maggior consapevolezza rispetto alla tenuta complessiva del socio assistenziale che va affrontata e in qualche modo risolta; il tavolo tecnico in Unione dovrebbe avere anche questo obbiettivo».

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