Cantine come dormitori Si ipotizza un business
In via Turri 33 il giaciglio abusivo di un 50enne: «Ho trovato la porta aperta» I carabinieri non gli credono: potrebbe esserci un “giro” di subaffitto agli ultimi
REGGIO EMILIA. Dopo le stanze degli appartamenti dati in subaffitto dagli inquilini, ora si profilano perfino le cantine subaffittate.
In una cantina di via Turri è stato trovato un italiano “abusivo” che dormiva nei sotterranei del condominio: a dire del 50enne, un riparo fortuito. «Ho trovato la porta aperta e sono entrato per dormire», ha dichiarato. Il sospetto però dei carabinieri è che dietro ci possa essere un “business immobiliare” relativo all’occupazione temporanea, cioè di una sola notte, delle cantine delle palazzine di zona stazione.
Il dato oggettivo è costituito dai diversi sopralluoghi eseguiti negli ultimi giorni dai carabinieri, su richiesta degli amministratori condominiali che hanno infittito le segnalazioni: precise violazioni di domicilio da parte di sconosciuti che passano la notte nelle cantine.
L’ultimo intervento giovedì pomeriggio, in una palazzina di via Turri 33, dove i militari, intervenuti nei sotterranei, hanno trovato l’abusivo ancora immerso nel sonno.
La porta non presentava segni di effrazione, mentre nell’angusto cubicolo, avvolto dalle coperte, c’era un uomo identificato in un italiano 50enne. Quest’ultimo, alle domande dei militari su cosa ci facesse lì, ha risposto di essere entrato in modo casuale e ha escluso di aver pagato qualcuno; tuttavia le masserizie (un ripiano e bottiglie, oltre al sacco a pelo) che erano presenti nella cantina farebbero pensare ad una occupazione non occasionale.
Il sospetto è che possa esistere una vera e propria gestione parallela, in nero, degli scantinati, da parte di persone senza scrupoli che potrebbero lucrare, all’insaputa dei proprietari. Un “giro” che vedrebbe la forzatura degli androni condominiali come prassi.
Rischia di aprirsi un altro fronte di degrado, che potrebbe aggravare la situazione sociale già esplosiva della zona di piazzale Marconi e dintorni, dove sono notori i problemi di intere palazzine trasformate in qasba. Su questa ipotesi il comando provinciale dell’Arma ora ha iniziato una serie di accertamenti, per verificare se i casi finora emersi siano episodi sporadici di chi, senza casa, al freddo e all’umidità dei casolari abbandonati preferisce le più confortevoli (si fa per dire) cantine oppure se esistono terzi che lucrano su questi disperati senzatetto.
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