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Reggio Emilia, intervento all’avanguardia dell’équipe di Urologia del Santa Maria Nuova

Reggio Emilia, intervento all’avanguardia dell’équipe di Urologia del Santa Maria Nuova

Primo esempio in Italia di intervento in laparoscopia a vena cava aperta I chirurghi dell'ospedale asportano un tumore al rene fuso con l’aorta 

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REGGIO EMILIA. Si è svolto la settimana scorsa al Santa Maria Nuova l’intervento su un giovane paziente con tumore al rene sinistro (circa 10 centimetri) che si presentava fuso con l’aorta, la più grande arteria del corpo umano, e dal quale derivava un trombo neoplastico di grandi dimensioni che raggiungeva la vena cava sino al margine superiore del fegato. Si tratta del primo esempio in Italia di intervento di laparoscopia a vena cava aperta per l’asportazione di in tumore infiltrante al rene sinistro. Per la prima volta in Italia e tra le prime in Europa, l’operazione chirurgica considerata già complessa con la metodica tradizionale (cosiddetta a cielo aperto) è stata eseguita con tecnica videolaparoscopica. A guidare la seduta operatoria, durata cinque ore, è stato il dottor Franco Bergamaschi, direttore della Struttura di Urologia dell’ospedale reggiano, accompagnato dalla sua équipe.

La scelta della metodica mininvasiva, possibile grazie alla trentennale esperienza di Bergamaschi in questo ambito, è stata determinata dalla giovane età del paziente con l’obiettivo di velocizzarne il decorso operatorio e il ritorno alla normalità. L’intervento si è svolto con l’ausilio di una telecamera attraverso 6 micro-fori e il paziente è stato dimesso in ottime condizioni a distanza di soli quattro giorni. «La complessità era dovuta al fatto che il rene da asportare era quello sinistro, completamente adeso all’aorta – spiega Bergamaschi –. Questo ha reso necessario separarla dal rene per poi isolare le vene renali trombizzate che attraversano il corpo fino alla vena cava, la più grande dell’organismo, che decorre nel fegato e che presentava all’interno un trombo lungo 15 centimetri e largo 7. Abbiamo agito in sicurezza, forti dell’esperienza laparoscopica maturata anche in casi simili, sezionando e suturando l’intera parete della vena cava dopo aver letteralmente staccato e asportato il trombo neoplastico».

Al Santa Maria Nuova vengono eseguiti per via laparoscopica circa 250 interventi all’anno di asportazione totale del rene o di asportazione del tumore con conservazione del rene. Stessa metodica viene utilizzata per i delicati interventi mininvasivi di asportazione della prostata per tumore, con conservazione dei nervi per la sessualità, del surrene, di calcoli renali giganti, di linfonodi per i tumori del testicolo e di asportazione della vescica. Ampia e in crescita continua è la casistica degli interventi laparoscopici ricostruttivi.


 

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