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La storia di Max Mara raccontata dai suoi look

di Chiara Cabassa
La storia di Max Mara raccontata dai suoi look

Reggio Emilia: “Il lusso di una storia autentica” venerdì nella boutique di via Emilia San Pietro. Da #maxmaragram che ci riporta agli anni ’60 a un futuro tutto da inventare

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REGGIO EMILIA. Dal passato al futuro attraverso il presente. Lettere caratterizzate da volute e riccioli: lo storico logo Max Mara degli anni ’50 diventa il protagonista di #maxmaragram, il nuovo pattern logato (immagine o motivo decorativo che è possibile replicare all'infinito) presentato sui look della sfilata primavera estate 2018 e riproposto durante l’immancabile evento con cui, nella boutique di via Emilia San Pietro a Reggio Emilia, si saluta ogni anno l’arrivo della bella stagione.

Qualcuno potrebbe storcere il naso sentendo accostata la parola logo a una griffe, quella di Max Mara, tradizionalmente understated. Che, da sempre, evita l’ostentazione e la sovraesposizione. Ma basta toccare con mano, o meglio guardare con occhi scevri da pregiudizi abiti, gonne, canotte e accessori stampati #maxmaragram per capire che di logomania sui generis si tratta. Innanzitutto per le sue nobili origini; si tratta infatti di un motivo ottenuto con i caratteri usati da Max Mara negli anni ’50. Un “lettering” noto dall’inizio del XIX secolo con il nome di “Tuscans” che entra nella storia della maison grazie all’illustratore Erberto Carboni che lo usa per uno storico poster del 1958. Oggi ha preso il nome di #maxmaragram e caratterizza una mini-collezione dove il logo è leggibile ma mai prepotente giocando sull’eleganza sottile del tono su tono. Ed è solo la prima puntata di una sorta di storytelling presentata ieri e intitolata “Il lusso di una storia autentica”dove ad ogni corner della boutique corrispondono un’anima della maison e una nuova intuizione di Achille Maramotti perennemente alla ricerca del bello in giro per il mondo.

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Dopo gli anni ’50 e ’60 che segnano la nascita di Max Mara, arrivano gli anni ’70 (o il periodo londinese) e nasce Sportmax, la linea d’avanguardia caratterizzata quest’anno dal rosa bubble e dalle trasparenze. Gli anni ’80 portano il trench: all’emancipazione femminile si accompagna la scelta di un capo maschile che diventa simbolo d’indipendenza. Nasce Weekend, un guardaroba più ampio per una donna sempre più esigente. Arrivano gli anni ’90 con’S (e siamo a New York): una linea, ’S Max Mara, che coniuga raffinatezza e praticità introducendo l’utility chic. Le nuove puntate sono tutte da scrivere ed è quel futuro a cui la maison guarda in modo lungimirante da oltre mezzo secolo.

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Prossimo appuntamento? Il 4 giugno approderà a Reggio la “cruise collection” negli anni scorsi presentata a Nex York, Londra e Shanghai. No comment sulla location. Ma chi ama il bello in tutte le sue forme, sogna una sfilata nel luogo dove le passioni di Achille Maramotti, moda e arte, potrebbero intrecciarsi fino a fondersi in un reciproco dono. Sempre di Collezioni si tratta.


 

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