Gazzetta di Reggio

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Per l’ex Cantina scatta l’ordinanza contro l’amianto

di Ambra Prati
Per l’ex Cantina scatta l’ordinanza contro l’amianto

Sant’Ilario, decisione del Comune dopo due anni di proteste  delle undici famiglie del vicino condominio di via De Amicis

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SANT’ILARIO. Il Comune di Sant’Ilario d’Enza emette un’ordinanza per imporre al proprietario di un edificio dismesso di rimuovere il tetto in amianto – come chiedono da due anni i residenti dell’adiacente palazzina – o, in alternativa, di esibire la relazione di una ditta specializzata che certifichi che quell’eternit non è pericoloso per la salute pubblica.

La vicenda si trascina da due anni ed è al centro di una battaglia portata avanti da un gruppo di cittadini residenti in un condominio al civico 1 di via De Amicis, strada a senso unico che parte dalla piadineria di via Matteotti.

Sono undici i proprietari di appartamenti della palazzina, dotata di un cortile interno sul retro che confina con un’ex cantina vinicola, in disuso da almeno un decennio. Alcuni dei garage esterni del condominio, addossati al capannone abbandonato, avevano anch’essi la copertura in amianto. Quando, nel 2016, arrivò la lettera del Comune che esortava tutti i proprietari privati – individuati tramite un censimento satellitare – a rimuovere anche le più piccole porzioni di amianto entro 90 giorni, pena sanzioni, i condomini avevano eseguito dei lavori e ripristinato i garage, esortando il proprietario del capannone, Francesco Bigliardi, che abita nei paraggi, a fare altrettanto. In quell’occasione, spiega Ettore Serpieri a nome degli altri residenti, «poiché le gronde in alto sono malmesse e buttano l’acqua sui garage (ogni volta che c’è un temporale, il mio ingresso si trasforma in una piscina), Bigliardi si era impegnato per iscritto a provvedere alla sostituzione delle gronde». Peccato che, sempre secondo i residenti della palazzina, il proprietario dello stabile in disuso non abbia mai dato un seguito fattuale alle rassicurazioni, né sulle grondaie, né soprattutto sull’amianto.

«Bigliardi prima ha addotto una trattativa di vendita in corso, evidentemente sfumata, poi non ha più risposto ai nostri solleciti», prosegue Serpieri. Nonostante le numerose raccomandate e mail inviate dall’amministratrice del condominio all’Ausl e alle autorità competenti, nulla è accaduto. Fino alla riunione condominiale di un mese fa, quando i condomini hanno concordato di non attendere oltre. «Perché noi dobbiamo spendere per metterci in regola, come tutti i santilariesi hanno fatto, e il proprietario dell’ex cantina no? Siamo stanchi di aspettare, di promesse non mantenute, di mandare solleciti a destra e a manca. Le regole devono valere per tutti», è la sintesi di Serpieri.

Mercoledì scorso si è svolto un incontro tra l’amministratrice del condominio e l’ufficio tecnico comunale. L’amministrazione in queste ore emetterà l’ordinanza. Il punto è che, vista l’ampia superficie, la bonifica per Bigliardi si prospetta onerosa: circa 200 mila euro, una cifra ben superiore all’eventuale multa amministrativa (sui 5-6mila euro). «Il Comune si è mosso. Speriamo sia la volta buona. Ci auguriamo di non essere costretti ad adire a vie legali – afferma l’amministratrice Sabina Amione –. Rammento che la rimozione dell’amianto, a tutela della salute delle persone, è un obbligo di legge».

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