Gazzetta di Reggio

Reggio

Sciopero e petizione «I servizi Asp restino pubblici»

Sciopero e petizione «I servizi Asp restino pubblici»

Carpineti: dopo mesi di proteste, i dipendenti della struttura hanno incrociato le braccia per difendere il posto di lavoro

3 MINUTI DI LETTURA





CARPINETI. Una lunga giornata per chiedere che l’Asp Don Cavalletti rimanga a gestione pubblica. Ieri il cortile davanti alla sede dell’Azienda di servizi alla persona a Poiago di Carpineti è stato teatro della giornata di sciopero indetta dai sindacali Cgil, Cisl e Uil e dai dipendenti per protestare contro l’ipotesi di privatizzazione dei servizi dell’Asp, da cui dipendono la casa protetta di Poiago e l’assistenza domiciliare in diverse zone appenniniche. I soci dell’Asp, ovvero i Comuni dell’Unione montana, hanno valutato questa strada per limitare le forti perdite economiche accumulate in questi anni.

L’ipotesi non è stata accolta bene da lavoratori e sindacati, che temono per le garanzie lavorative e per la tenuta sociale del territorio. Dopo mesi di proteste si è arrivato allo sciopero, a cui ha aderito formalmente tutto il personale dell’Asp. Diversi dipendenti hanno comunque lavorato perché, trattandosi di attività sanitarie, una garanzia minima del servizio va comunque fornita, ma praticamente tutti i dipendenti hanno dichiarato la partecipazione allo sciopero e ha messo il proprio nome sotto la raccolta firme organizzata dai sindacati per sostenere la gestione pubblica dei servizi sanitari. Anche diversi abitanti della zona sono passati per sottoscrivere il documento e così numerosi sindacalisti e amministratori. Erano a Poiato l’appena rieletta parlamentare Pd Antonella Incerti, così come il segretario del Pd carpinetano Dario Bottazzi, i tre responsabili provinciali della Funzione pubblica e i tre referenti per la montagna dei tre sindacati Cgil, Cisl, Uil. Un appello ad aderire alla sottoscrizione lo hanno lanciato anche i due consiglieri regionali reggiani di Leu Silvia Prodi e Yuri Torri: «Invitiamo tutti i cittadini che risiedono in montagna a firmare la petizione dei sindacati, che chiede che i servizi siano gestiti dal pubblico e che i Comuni dell’Unione progettino insieme le politiche del distretto sociosanitario. È un tema fondamentale per la tenuta dei servizi del territorio, ancora più essenziali in montagna», sottolineano. Stessa lunghezza d’onda per la Cisl, che ribadisce: «Per proseguire un dialogo è necessario ragionare su una progettualità comune per i servizi alla persona». Anche il Pd carpinetano – forza di opposizione a Carpineti – va all’attacco, pensando al futuro: «Crediamo sia un buon segnale quello della riapertura di un tavolo di lavoro a livello locale in cui proprietà e parti sociali possano discutere i principali problemi della struttura. Tuttavia crediamo anche che non sia serio ipotizzare oggi una data di chiusura dei lavori. Il confronto ha bisogno di un tempo adeguato e di informazioni che ancora non sono disponibili». E ora? La settimana scorsa i Comuni soci hanno annunciato l’apertura di un tavolo col sindacato per valutare le possibili strategie con cui mantenere pubblica la gestione dell’Asp. C’è anche una scadenza, fine aprile. Se entro quel periodo non si troverà una soluzione, si tornerà a valutare l’opzione privata. E le proteste, inevitabilmente, si riaccenderebbero.

Adriano Arati

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google