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Bambini violati, 206 casi “La Cura” si occupa di loro

di Carlotta Curti
Bambini violati, 206 casi “La Cura” si occupa di loro

Bibbiano, la struttura è un progetto sperimentale appoggiato da Comuni e Ausl Ai minori sostegno psicologico e legale. Mercoledì evento benefico al Metropolis

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BIBBIANO. Il 24 settembre del 2016 veniva inaugurato in Val d’Enza, a Bibbiano, il centro specialistico “La Cura”: un progetto sperimentale che fa parte di un percorso che Unione Val d’Enza e Ausl di Reggio Emilia portano avanti per far fronte all’emergere di nuove e preoccupanti situazioni di abusi a danno di minori. Un concerto in sostegno di questa importante struttura si svolgerà mercoledì, alle 21, al cinema teatro Metropolis con Elisa Montipò al pianoforte, il maestro Paolo Gandolfi alla fisarmonica e la soprano Annalisa Ferrarini.

“La Cura” è uno spazio a misura di bambino, in grado di accogliere e prendersi cura dei troppi minori che hanno bisogno di un sostegno specialistico per guarire dalle ferite e dalle violenze da cui sono stati segnati: qui possono accedere a percorsi di psicoterapia specialistica, assistenza legale e medico-legale. Il centro si avvale delle competenze qualificate del centro studi Hansel e Gretel, dello studio legale Scarpati Ognibene, le associazioni Casina dei Bimbi e Sentire le voci.

Nell’ambito del recentissimo convegno sul tema, svoltosi a Reggio, il sindaco bibbianese Andrea Carletti, con delega alle politiche sociali, ha spiegato che serve consapevolezza che fenomeni come questi esistono e sono anche ben radicati nel nostro territorio.

Si è deciso di investire sul progetto “La Cura” perché il trauma infantile subito nell’infanzia o nell’adolescenza produce danni enormi nella vita dell’individuo e della società e perché, quando non curato, può portare il bambino, una volta adulto, a ripetere il maltrattamento. Come ha spiegato Elena Ferrari, pediatra di famiglia: «Il bambino che viene abusato spesso viene abusato da un altro bambino che è stato abusato».

Tutto ha avuto origine nel 2013 dal caso della ragazzina costretta dalla madre a prostituirsi: all’indignazione doveva seguire una reazione e un’azione concreta per aggredire in maniera efficace questo nemico. Ad oggi sono 206 i bambini e le bambine in carico al servizio sociale della Val d’Enza per abuso sessuale e grave maltrattamento, di cui 150 per abusi all’interno del nucleo familiare. Sono dati allarmanti che devono richiamare tutti ad un’assunzione collettiva di responsabilità, opponendosi a una cultura negazionista e omertosa molto diffusa e una realtà familiare che, purtroppo, in molti casi, agisce ancora in modo patriarcale.

I risultati di questo percorso ci sono e sono oggettivi: i bambini che hanno cominciato la psicoterapia nel centro La Cura stanno rielaborando il trauma vissuto, imparando a riciclare il dolore e la violenza subìti e riacquistando la capacità di comunicare il proprio stato emotivo, di stare con i pari, di frequentare la scuola con successo, insomma, di avere più fiducia nel futuro. L’esperienza della Cura vede attualmente coinvolti 20 minori in psicoterapia specifica; 5 di loro stanno concludendo in modo straordinario il percorso di cura e di liberazione dal trauma della violenza. «Abbiamo deciso di investire sulla formazione degli operatori – spiega Carletti – rafforzando i legami con le associazioni e coinvolgendo gli insegnanti e gli educatori».

Gli operatori dei servizi hanno sviluppato competenze sempre più raffinate e una migliore capacità di entrare nella sofferenza dei bambini per accompagnarli nel loro percorso di guarigione. «Non deve essere “uno dei tanti problemi” da affrontare, ma la priorità. Perché una comunità che non tutela i bambini è una comunità complice».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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